Salute

Quanto siamo empatici? La risposta in una mappa

(Credits: Michigan State University)

Quanto siamo grado di comprendere e condividere le emozioni altrui, una capacità che gli psicologi chiamano empatia? A rispondere è oggi uno studio condotto dalla Michigan University in collaborazione con quella di Chicago e dell’Indiana, pubblicato sul Journal of Cross-Cultural Psychology. A leggere la mappa elaborata dai ricercatori scopriamo che, come italiani, siamo un popolo abbastanza empatico, ma non tra i più empatici presi in considerazione.

Fino ad ora, le ricerche in questo campo erano state condotte solamente tra gli abitanti dello stesso paese e mai erano state messe a confronto le capacità empatiche di persone provenienti da paesi diversi. Per questo i ricercatori hanno deciso di allargare lo sguardo, analizzando un campione di 104.365 adulti di 63 paesi che hanno risposto a un sondaggio online.

Analizzando le risposte emerge che l’empatia è più forte nei paesi in cui i cittadini hanno uno spiccato senso della collettività, si trovano in condizioni di benessere e hanno una buona autostima. Il paese più empatico è risultato così essere l’Ecuador, cui fanno seguito nell’ordine l’Arabia Saudita, il Perù, la Danimarca, gli Emirati Arabi, la Corea, gli Stati Uniti, Taiwan, Costa Rica e Kuwait . Il paese con minore capacità di empatia invece sembrerebbe essere la Lituania, che si posiziona ultimo in classifica. E gli italiani? Il nostro posto in classifica è il ventesimo, tra i più alti in Europa, preceduti solo, nell’ordine, dalla Serbia, dal Lussemburgo e dalla Grecia.

I ricercatori sono rimasti molto sorpresi nello scoprire che tra i primi posti ci sono ben tre paesi come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e il Kuwait che hanno una lunga storia di guerre e aggressioni con i paesi confinanti. Perché? “Il loro punteggio così alto in classifica potrebbe essere dovuto a un limite del nostro sondaggio online che non riesce a distinguere tra l’empatia per le persone provenienti da paesi diversi e quelli del proprio paese” ha dichiarato William Chopik, uno degli autori dello studio. Anche la bassa posizione degli Stati Uniti sorprende i ricercatori: “Sebbene siano solo settimi in classifica, gli americani potrebbero risalire oppure scendere ancora fino ai gradini più bassi nei prossimi anni. Questo dipenderà dai cambiamenti che avverranno nella società nei prossimi 20-50 anni”, continua Chopik.

Le ricerche del 2011 di Sarah Konrath e Ed O’Brien, coautori di questo studio, hanno dimostrato che gli studenti dei college americani negli ultimi venti anni sono diventati sempre meno empatici. Tra le cause ci sarebbero l’esplosione dei social media, l’aumento di violenza e di bullismo tra i giovani ma anche un mutamento del sistema familiare che è meno attento alle cure parentali. Fattori non esclusivi delle società americane.

Riferimenti: Journal of Cross-Cultural Psychology

 

Maria Longobardi

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