Matematicamente retrocessi

Sono in generale miglioramento le competenze scientifiche dei 400mila studenti delle scuole secondarie dei 57 paesi presi in considerazione dall’indagine Pisa 2006 (Program for International Student Assessment). Elaborato con cadenza triennale dall’Ocse (o Oecd, Organization of Economic Cooperation and Development),lo studio è finalizzato a verificare anche le conoscenze nelle materie letterarie e i condizionamenti esercitati sulla capacità di apprendimento dalla famiglia e dalle politiche istituzionali.

A registrare le migliori performance è la Finlandia, seguita da Cina, Canada, Estonia, Giappone e Nuova Zelanda (ma buoni livelli di conoscenza si riscontrano anche in Australia, Paesi Bassi, Corea, Germania, Regno Unito, Repubblica Ceca, Svizzera, Austria, Belgio, Irlanda). Ancora, in Australia, Canada, Finlandia, Giappone e Nuova Zelanda almeno uno studente su sette  ha raggiunto i primi due livelli di alfabetizzazione scientifica. Rapporto che scende a uno su 20 in Grecia, Italia, Messico, Portogallo, Spagna e Turchia.

L’Italia certo non spicca nel rapporto: il nostro Paese si classifica al trentatreesimo posto per la lettura, trentaseesimo per cultura scientifica, trentottesimo per la matematica. Al di là delle posizioni di retrovia nella classifica della conoscenza generale delle materie peggiorata rispetto gli ultimi due rapporti, il livello degli studenti appare al di sotto delle possibilità che in teoria offrirebbe il potenziale del Pil (Prodotto interno lordo). Poco incoraggiante, poi, il rapporto tra apprendimento scientifico e ricerca: il nostro Paese, infatti, si posizione come fanalino di coda, seguito solo da Messico e Turchia. Un dato, quest’ultimo, in contraddizione con quanto valutato dal Centre for higher education development (((http://www.ched.uct.ac.za/index.htm))) di Gütersloh che, nell’annuale classifica dei programmi europei di eccellenza per laureati in scienze naturali e matematica, ha segnalato Tor Vergata (per la matematica), Bologna (per la chimica) e Firenze, Padova, Pisa e Roma-La Sapienza (per la medicina).

Interrogati sulla possibilità di future carriere in ambito scientifico, gli studenti si rivelano scettici. Se il 72 per cento apprezza queste discipline, solo il 21 per cento ritiene di potere basare su di esse il  percorso professionale. Infine, tra i temi di maggior interesse per gli studenti figurano le questioni ambientali, nei confronti delle quali, però, permane un sensibile pessimismo: solo un intervistato su sei ritiene che problemi come l’inquinamento atmosferico e lo smaltimento delle scorie nucleari possano essere risolti nel corso dei prossimi 20 anni. (l.s.)

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