Narcolessia: meglio non dormirci su

Si celebra oggi in 24 paesi la Seconda Giornata Europea della Narcolessia. Testimonial della campagna per la diagnosi precoce della malattia Lupo Alberto

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Sonni improvvisi, allucinazioni, perdita di forza di fronte a un’emozione e paralisi prima di dormire o al risveglio: sono i sintomi della narcolessia. A ricordarli in un video anche Lupo Alberto, la creazione blu di Silver che da qualche anno presta il volto al sito della Associazione Italiana Narcolettici e Ipersonni (AIN) per favorire la conoscenza e la diagnosi precoce di questa malattia, le cui cause sono ancora sconosciute. “Narcolessia: meglio non dormici su”, recita lo spot dedicato a questa patologia che colpisce fino a 2 casi ogni mille persone.

Oggi si celebra in 23 paesi europei e in Brasile la Seconda Giornata Europea della Narcolessia, con lo scopo di promuovere la conoscenza e la comprensione della malattia neurologica, che in molti casi rimane ancora senza diagnosi. Al contrario, riconoscerla precocemente significa poter accedere ai trattamenti farmacologi disponibili in tempo per curarsi, prevenendo e contenendo i danni indotti dai sonni improvvisi. Perché narcolessia non significa solo palpebre pesanti. I narcolettici sperimentano un significativo peggioramento della propria qualità di vita, compromessi nella gestione della propria autonomia o nelle performance a scuola e sul lavoro.


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1 commento su “Narcolessia: meglio non dormirci su”

  1. Cesare Zaccaria

    Soffro di narcolessia da anni. Il ritmo circadiano veglia sonno è regolato dalla melatonina ormone prodotto di notte in ambienti privi di luce. Quando questo orologio biologico si interrompe a causa di stress o altri motivi è molto difficile ripristnarlo.

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