Ma allora i Neanderthal sapevano disegnare?

Contrariamente a quanto creduto finora, i cugini Neanderthal sapevano disegnare. Lo sostengono due ricerche sul tema, che hanno datato alcune pitture rupestri dietro cui, suggeriscono, ci sarebbero la mano e il pensiero simbolico dei Neanderthal

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I nostri cugini Neanderthal sapevano disegnare. A raccontarlo sono stati due diversi studi, che servendosi di nuove e più accurate tecniche di datazione, sono riusciti a stimare l’età di dipinti e manufatti ritrovati in tre grotte della Spagna, facendoli risalire a 64mila anni fa e suggerendo quindi che i primi artefici della pittura rupestre erano proprio i Neanderthal.

Finora, le origini del simbolismo, e di conseguenza delle capacità artistiche degli esseri umani, erano rimaste perlopiù oscure. Secondo la paleoantropologia, questo concetto è comparso quando i primi ominidi hanno iniziato a utilizzare pigmenti, perline, conchiglie e piume come decorazione per il proprio corpo, e si è in seguito evoluto negli straordinari esempi di pittura rupestre che possono oggi essere osservati in alcune grotte europee ed africane. Datare questi reperti, e di conseguenza la comparsa di questi concetti ed abilità rimane tuttavia problematico, ed è per questo che le capacità artistiche degli uomini di Neanderthal sono così dibattute. La maggior parte degli esempi di pitture murali possono infatti essere ricollegate all’Homo Sapiens, e questo ha portato allo sviluppo di diverse teorie sulla potenziale incapacità dei Neanderthal di disegnare.

Nella prima ricerca, pubblicata su Science, i ricercatori spiegano come essi hanno utilizzato una nuova tecnica di datazione che consiste nell’analisi di campioni di isotopi provenienti da tre diverse caverne in Spagna, La Pasiega, Maltravieso ed Ardales, in cui sono state ritrovate pitture in ocra rossa di animali, simboli e punti, oltre che a diversi stencil di mani. Analizzando oltre 50 campioni di calcite prelevati sopra e sotto le pitture, essi ne hanno potuto determinare l’età massima e minima tramite la datazione a uranio-torio (l’uranio decade diventando torio ad una velocità che è nota. Confrontando le quantità di questi elementi presenti nella calcite, gli scienziati possono quindi determinarne l’età). In tutte e tre le caverne, le pitture sembrano approssimativamente risalire a 64800 anni, o prima, un periodo in cui i Neanderthal erano ancora l’unica specie di ominidi in Europa (gli Homo Sapiens sono infatti arrivati solamente intorno a 45mila anni fa).

Oltre alle pitture murali, spiega il secondo studio, pubblicato su Science Advances, gli scienziati avrebbero anche trovato in Spagna diversi gusci di conchiglie che sono stati dipinti e decorati con pigmenti rossi e gialli, sempre risalenti a prima dell’avvento di Homo Sapiens nella regione, circa 115mila anni fa. L’utilizzo di questi oggetti, sostengono i ricercatori, mostra l’origine del materialismo simbolico, un concetto estremamente importante nell’evoluzione della nostra specie

Entrambi gli studi sottolineano come i Neanderthal possedessero mezzi di comunicazione complessi e simbolici simili ai nostri, la cui origine è sempre stata difficile da determinare. “Questi ritrovamenti non lasciano dubbi sul fatto che i Neanderthal condividevano il concetto di simbolismo con gli esseri umani moderni,” hanno concluso i ricercatori. “Questa idea potrebbe quindi essere stata ereditata da un antenato comune, e non sarebbe stata acquisita dagli Homo Sapiens quando si sono spostati in Europa.”

Riferimenti: Science, Science Advances

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