Nei graffiti spagnoli c’è la mano dei Neandhertal?

La datazione dei dipinti delle grotte nel nord della Spagna sposta indietro l’orologio di 10mila anni. E gli autori potrebbero non essere Sapiens. Lo studio su Science

  •  
  •  
  •  

writers nel Vecchio Continente cominciarono a decorare pareti piuttosto precocemente, più o meno 40mila anni fa. Ovvero 10mila anni prima di quanto creduto fino a oggi. Lo suggeriscono le datazioni all’uranio di una cinquantina di graffiti impressi in undici cave nel Nord della Spagna, tra cui le famose Grotte di AltamiraEl Castillo e Tito Bustillo. Una scoperta che, oltre a resettare la cronologia dell’arte preistorica – scalzando di fatto dal podio dei dipinti più antichi quelli di Abri Castanet, nella Francia Meridionale, portati alla luce nel 2007 e datatati 37mila anni fa – mette in discussione anche la paternità delle opere stesse. Già, perché secondo i ricercatori guidati da Alistair Pike della University of Bristol, a capo dello studio pubblicato su Science, non è escluso che dietro quelle opere si celi la mano di un Neanderthal e non di un Homo sapiens

Per determinare l’età delle pitture rupestri, gli scienziati non hanno potuto ricorrere al comune metodo del carbonio-14, vista l’assenza di pigmenti organici. Così, per aggirare l’ostacolo, i ricercatori hanno utilizzato la tecnica della datazione all’uranio-torio, un metodo, a detta degli esperti, meno distruttivo della classica datazione al radiocarbonio, visto che sono sufficienti 10 milligrammi di materiale per effettuare le analisi. 

Pike e colleghi hanno quindi applicato la tecnica a piccoli campioni di calcite, un minerale a base di carbonato di calcio che cresce, nel corso del tempo, a formare una sorta di stalattiti sopra le pitture. Queste, giocoforza, non possono essere più vecchie delle pitture stesse, e forniscono quindi l’età minima possibile. Al contrario, se il campione minerale analizzato proviene da un deposito sottostante il dipinto, fornirà l’età massima. In questo modo si stabiliscono i due estremi del range entro cui si colloca la vera età del dipinto. 

Applicando questo metodo, gli scienziati hanno così scoperto che i dipinti raffigurati sulle pareti di El Castillo risalgono addirittura a 40.800 anni fa: sono così antichi da rendere il sito l’esempio più precoce di arte rupestre europea. Ad Altamira, invece, l’età di una delle figure della famosa sala dei policromi è stata datata 35.600 anni. Sembra quindi che qui le attività dei primi writers cominciarono circa 10mila anni prima rispetto a quanto creduto finora, e che si protrassero a lungo, per circa 20mila anni. 

Il risvolto più affascinante di questi numeri lo ha spiegato Pike: “Le prove della presenza dell’uomo moderno nella Spagna settentrionale risalgono a 41.500 anni fa, prima c’erano i Neanderthal. Le nostre datazioni aprono a diverse possibilità: gli esseri umani moderni possedevano le abilità pittoriche quando arrivarono qui, oppure queste si svilupparono subito dopo, in risposta alla competizione con i Neanderthal. O forse, in ultima analisi, siamo di fronte all’arte degli stessi Neanderthal”. 

In ogni caso si tratta di una scoperta non da poco, considerando il peso che si ritiene abbia avuto l’arte  nell’evoluzione umana, forse legata anche al linguaggio stesso.

Credit immagine a Pedro Saura

via wired.it


  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *