Nuove accuse per il bisfenolo A

Il bisfenolo A (BpA), un composto organico molto usato nella sintesi di alcune plastiche, è da tempo sotto accusa perché sospettato di interferire con la capacità riproduttiva sia maschile sia femminile (vedi Galileo, “L’amore ai tempi della plastica” e “Gli effetti dell’inquinamento sulla fertilità”), simulando l’azione degli ormoni sessuali. Ora un nuovo studio pubblicato su Hepatology condotto dai ricercatori dell’Inra (l’Istituto francese di ricerca agronomica), lo lega anche a difetti di alcuni processi metabolici, come l’accumulo di grassi nel fegato. Una condizione non particolarmente grave, ma che rappresenta un fattore di rischio per il diabete di tipo 2

Per comprendere il modo in cui questa molecola – presente anche nei contenitori per alimenti – arriva al nostro organismo, bisogna considerare la sua forma: un polimero, ovvero una lunga catena di singole unità con una struttura ad anello. Sebbene siano connessi per mezzo di forti legami chimici, alcuni anelli possono spezzarsi, soprattutto se la molecola viene riscaldata. Non stupisce, quindi, che buona parte della popolazione occidentale risulti esposta a piccole dosi di BpA, come mostrato da numerose ricerche. Secondo alcune delle più recenti, la molecola sarebbe anche in grado di stimolare il pancreas a produrre insulina, l’ormone che induce l’assorbimento di glucosio da parte dei tessuti (soprattutto epatici). 

Nel nuovo studio, i ricercatori francesi hanno osservato gli effetti della prolungata esposizione (28 giorni) di diverse dosi di BpA nei topi. I dati raccolti hanno rivelato che già a bassi livelli il bisfenolo A influenza l’espressione dei geni coinvolti nella sintesi dei lipidi, con un aumento dei grassi nel fegato e un accumulo di esteri del colesterolo e di trigliceridi. L’effetto non cresce all’aumentare della quantità di bisfenolo A assunto. 

Il nuovo capo di imputazione dovrebbe promuovere, si spera in breve tempo, una strategia di monitoraggio sui tanti prodotti di comune utilizzo di cui questa sostanza è il costituente fondamentale.

Riferimento: Hepatology, DOI: 10.1002/hep.24685; Inra 

Credit per l’immagine: sun dazed / Flickr

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