Nuove conferme per il bosone di Higgs

    Il bosone di Higgfesteggia il suo secondo compleanno (era il 4 luglio del 2012 quando il Cern annunciava che gli esperimenti Atlas e Cms avevano osservato una particella nella regione di massa compresa tra i 125 e i 126 Gev, come previsto per l’Higgs) presentandosi con nuove evidenze sulla sua esistenza. E lo fa non disattendendo le attese. Uno studio pubblicato su Nature Physics infatti conferma che la particella cercata per oltre cinquant’anni decade in fermioni (quali leptoni e quark), come predetto dal modello Standard, la teoria che spiega il comportamento delle particelle elementari.

    “Si tratta di un importante passo avanti”, ha spiegato Vincenzo Chiochia dell’University of Zurich’s Physics Institute, parte del team che ha messo insieme le nuove evidenze: “Ora sappiamo che la particella di Higgs può decadere sia in bosoni che fermioni, che significa che possiamo escludere alcune teorie che predicono che la particella di Higgs non dia origine a fermioni” (i fermioni sono le particelle fondamentali della materia, mentre i bosoni sono vettori di forza tra i fermioni).

    Per arrivare a questa conclusione gli scienziati del Cms (i firmatari del paper) hanno analizzato ancora a fondo i dati accumulati dagli esperimenti nel 2011 e nel 2012, osservando un accumulo di decadimenti in quark bottom e leptoni tau nella regione di massa dell’Higgs (intorno ai 125 Gev) con un buon livello di significatività, pari a 3,8 sigma. Analizzare i prodotti di decadimento dell’Higgs è il modo migliore per trovare dirette evidenze della sua esistenza, dal momento che la particella, essendo molto instabile, decade rapidamente, mentre i suoi prodotti hanno una vita mediamente più lunga, tanto da poter essere osservati.

    Per confermare però i risultati saranno necessarie ulteriori evidenze, così da raggiungere un maggior livello di significatività (5 sigma) e quindi abbassare ulteriormente la probabilità di errore. Ma questo sarà possibile solo una volta che l’Lhc, ora in manutenzione, tornerà operativo, ovvero nel 2015.

    Via: Wired.it

    Credits immagine: µµ/Flickr

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