Perché aumenta l’incidenza del carcinoma del colon-retto?

L'aumento di nuovi casi e di mortalità è associato allo sviluppo economico, e all'adozione dello stile di vita occidentale

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Il carcinoma del colon-retto è il terzo tumore più diagnosticato e la quarta causa di morte in tutto il mondo. Basta pensare che solo nel 2012 ci sono stati circa 1,4 milioni nuovi casi e quasi 700.000 morti. Ed entro il 2030 questi numeri sono destinati a salire ulteriormente, con 2,2 milioni di nuove diagnosi e 1,1 milioni di decessi. Secondo una ricerca apparsa sulla rivista Gut c’è però un forte divario a livello mondiale nell’incidenza di questa malattia, con alcune aree colpite quasi 10 volte più di altre. L’analisi ha infatti dimostrato che incidenza e tendenze future sembrano legate allo sviluppo economico, suggerendo che l’adozione di uno stile di vita occidentale può avere un ruolo fondamentale.

Nel tentativo di fornire un’istantanea della distribuzione internazionale di tumore intestinale, i ricercatori hanno analizzato il database del progetto Globocan, stimando il numero di nuovi casi e morti per la malattia nel 2012 in 184 paesi. Il team ha inoltre esaminato gli andamenti nel tempo di 37 paesi, servendosi dei dati contenuti in dieci volumi del Cancer Incidence in Five Continents, fonte di riferimento dei dati aggiornata ogni cinque anni, e del database dell’Oms per la mortalità.

Secondo i ricercatori i nuovi casi stimati nel 2012 variavano da poco meno di 5 su 100.000 abitanti nella popolazione in alcuni paesi africani, a oltre 40 su 100.000 in Europa, Nord America e Oceania. Inoltre hanno osservato che i tassi per le donne tendevano ad essere più bassi del 25% rispetto a quelli degli uomini. I più alti erano in Slovacchia (61,6), Ungheria (58,9), e Corea (58,7), mentre i più bassi (1,5 / 100.000) erano in Africa subsahariana, Gambia, e il Mozambico.

Utilizzando le informazioni dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, gli esperti hanno poi associato i tassi di cancro intestinale ai livelli di sviluppo economico, ossia l’indice di sviluppo umano (Hdi), per il 2012 in tutti i 184 paesi: più era alto il Hdi, maggiore era l’incidenza della patologia. Nei paesi con un elevato Hdi il numero di nuovi casi è stato, in media, sei volte superiore a quello dei paesi a bassissimo Hdi.

I ricercatori hanno così classificato i diversi paesi in tre gruppi distinti. Il primo gruppo include paesi con tassi di incidenza e mortalità in aumento o stabili, come Filippine, Cina, Colombia, Bulgaria, Costa Rica, Brasile, Russia, Bielorussia, Estonia, Lituania, Croazia, Spagna, Lettonia e Polonia. Il secondo gruppo comprende quelli con un aumento dell’incidenza e un calo della mortalità come Canada, Danimarca, Svizzera, Irlanda, Svezia, Singapore, Finlandia, Norvegia, Slovacchia, Regno Unito, Paesi Bassi, Italia, Malta e Slovenia. E infine il terzo gruppo con tassi di incidenza e mortalità in calo, come Stati Uniti, Austria, Nuova Zelanda, Repubblica Ceca, Islanda, Francia, Giappone, Australia e Israele.

Secondo gli esperti il calo dei tassi nei gruppi 2 e 3 è in parte legato ad una migliore individuazione e il trattamento della malattia. I risultati indicano anche un maggiore bilancio della malattia nei paesi a basso e medio reddito negli anni futuri, in particolare per le economie emergenti.

Lo scopo dello studio è proprio quello di far luce sui possibili legami tra i modelli globali, lo sviluppo economico e il cancro del colon-retto. “Il fatto che il cancro intestinale sia il più comune tra i tumori in molti paesi a reddito medio (in particolare tra le donne) evidenzia come questa patologia stia prendendo il controllo nei paesi in una fase significativa di transizione socio-economica”, dicono i ricercatori. “Inoltre senza azioni mirate, il numero di pazienti con cancro intestinale continuerà ad aumentare nei prossimi decenni oltre a quelli già previsti, a causa dell’invecchiamento e della crescita della popolazione”.

Riferimenti: Gut doi:10.1136/gutjnl-2015-310912

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