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Perché si perde l’orientamento

L’incapacità di orientarsi nello spazio dei malati di Alzheimer non sarebbe un problema di perdita di memoria ma di menomazione visiva. Lo suggeriscono Charles Duffy e Sheldon Tetewsky, ricercatori dell’Università di Rochester, dopo aver confrontato il senso dell’orientamento di 11 pazienti afflitti da Alzhaimer con quello di 12 anziani e sei giovani sani. Lo studio, pubblicato su Neurology, si è articolato in due test. Nel primo caso i soggetti dovevano attraversare alcune stanze, nel secondo, invece, il percorso all’interno di una stanza era simulato su uno schermo di computer. Interrogati sui tragitti compiuti, i malati di Alzhaimer hanno risposto correttamente nel 32 per cento dei casi – rispetto all’88 dei giovani e al 73 per cento degli anziani – nel primo esperimento, mentre nel secondo hanno avuto una difficoltà doppia rispetto agli altri nell’interpretare la direzione del percorso. L’ipotesi degli studiosi è che una lesione alla corteccia parieto-occipitale impedisca a chi è colpito dal morbo l’analisi visuale delle immagini, quella che normalmente consente l’orientamento spaziale. “I malati di Alzhaimer non si perdono perché non si ricordano dove sono, ma perché non riescono a visualizzare dove devono andare”, ha affermato Duffy. (l.g.)

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