Piombo, pericoloso anche in piccole quantità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) stima che metà dei bambini sotto i cinque anni che vivono nei centri urbani di tutto il mondo presentano livelli di piombo nel sangue superiori a 10 microgrammi per decilitro. Un dato allarmante soprattutto alla luce di uno studio apparso oggi su Archives of Disease in Childhood, una pubblicazione del British Medical Journal, secondo cui livelli sopra i 5 microgrammi compromettono gravemente le capacità cognitive e il comportamento dei bambini anche dopo anni dall’esposizione.

La ricerca è stata condotta da Alan Emond dell’Università di Bristol (Gb) su 582 bambini che avevano preso parte all’Avon Longitudinal Study of Parents and Children (Alspac), un controllo del livello di piombo nel sangue a 30 mesi di età. Gli studiosi hanno confrontato questi dati con le performance scolastiche e il comportamento degli stessi bambini all’età di sette e otto anni, riuscendo ad ottenere informazioni esaustive per 488 bambini.

Tenendo conto di alcuni fattori che influenzano normalmente il comportamento e i risultati scolastici, i ricercatori hanno trovato una stretta correlazione tra il livello di piombo nel sangue superiore a 5 microgrammi per decilitro a 30 mesi e le capacità cognitive in età scolastica. In particolare sembra che livelli compresi tra 5 e 10 microgrammi siano associati a una minore bravura nella lettura (del 49%) e nella scrittura (del 51%), misurate con il sistema di valutazione “Standard Assessment Tests”.

Sembra anche che bambini con livelli superiori a 10 microgrammi per decilitro abbiano il triplo delle probabilità di mostrare un comportamento antisociale e iperattivo rispetto a quelli che presentano livelli compresi tra 0 e 2 microgrammi.

Come sottolineano gli stessi autori, il campione su cui è stato effettuato lo studio è piccolo, ma l’impatto sulla popolazione globale potrebbe essere allarmante, come già denunciava la rivista medica The Lancet circa due anni fa (vedi Galileo). Il grado di assorbimento del metallo – rilasciato per esempio dall’acqua o da alcuni giocattoli – è tanto più alto quanto più il bambino è piccolo – fino al 50 per cento nei primi anni rispetto al 15 per cento nell’adulto. Se si viene esposti ad alte concentrazioni durante lo sviluppo, infatti, il piombo va ad accumularsi nelle ossa, dove può rimanere per oltre trent’anni, causando danni irreversibili al sistema nervoso centrale. (t.m.)

Riferimento: Archives of Disease in Childhood

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