Sempre più potenti. Capaci di elaborare dati ad una velocità impressionante. Sono le nuove Cpu (Central Processing Unit, ovvero il cuore della capacità elaborativa di un personal computer) che le aziende specializzate sfornano a ritmo continuo per soddisfare un mercato sempre più differenziato e sempre più avido di novità. In questa corsa al super-processore, la Intel è senza dubbio in prima fila: per la fine di febbraio ha annunciato l’uscita del nuovo Pentium III, identificato fino a poche settimane fa con il nome in codice Katmai, un termine mutuato da un parco naturale dell’Alaska.
Dati alla mano, il Pentium III rappresenterà il top del settore, visto che annovera tra i suoi punti di forza le frequenze elevate, cioè la capacità di effettuare moltissime operazioni al secondo (il primo modello sarà già disponibile alla velocità di 500 Mhz) e un nuovo set di istruzioni chiamate Kni (Katmai New Instructions), pensate per accelerare le elaborazioni delle immagini tridimensionali e le applicazioni scientifico-ingegneristiche, per la riproduzione Mpeg-2 (Moving Picture Experts Groups-2, concepita per riprodurre video di alta qualità e standard impiegato per la codifica dei filmati Dvd, Digital Video Disc ) e per la gestione dell’audio.
Ma più che per le strabilianti caratteristiche tecniche – che comunque richiedono adeguati software capaci di accedere al nuovo set di istruzioni – il Pentium III ha fatto discutere per la peculiarità di contenere al suo interno un codice (ID) generato in forma unica per ogni processore prodotto. Una sorta di “firma”, unica per ogni processore, che permetterà di aumentare la sicurezza delle transazioni commerciali on-line e di prevenire eventuali frodi su Internet. E proprio questa novità ha riacceso il dibattito sulla privacy in rete. Dopo le minacce di boicottaggio dei prodotti Intel da parte di alcuni importanti gruppi privati e le reiterate proteste di alcuni civilisti americani, per i quali era proprio questo il primo passo verso il Grande Fratello informatico, l’industria di Santa Clara ha chinato il capo: distribuirà il Pentium III con l’ID spento, attivabile solamente tramite un apposito software.
Ma si tratta di timori giustificati? E’ davvero questo il preludio a una invasione della nostra privacy? Di certo si potrebbero verificare degli abusi. Le case produttrici di software potrebbero, per esempio, cercare di legare la registrazione dei propri programmi all’identificativo presente sulla Cpu. Ma qualcosa di simile già accade. Per esempio: avete una scheda di rete installata sul vostro computer? Allora anch’essa è legata a un identificativo unico, denominato Mac Address. E qualcuno ha mai detto che questo lede le libertà costituzionalmente garantite? Per non parlare poi del fatto che, visto che sarà un software ad abilitare e disabilitare il codice identificativo, dovremo aspettarci dei programmi in grado di generare falsi numeri seriali. Insomma, ancora una volta, probabilmente, la vicenda è stata ingigantita dai media. Anche se un dato è certo e con questo dobbiamo fare i conti: la tecnologia avanza più rapidamente delle norme di legge.
Ma vediamo più da vicino questo processore con il quale molti di noi avranno a che fare nei prossimi anni. Per aumentare la capacità elaborativa – che rappresenta la punta più avanzata tra le Cpu a 32bit e sarà supportato solo a partire da Windows 2000 – sono stati introdotti 8 nuovi registri da 128 bit, ovvero porzioni di memoria più veloce a cui il processore può accedere, e viene utilizzato dall’unità per contenere i dati temporaneamente. Pentium III adotta anche un nuovo schema di calcolo basato sul Simd (Single Instruction Multiple Data, una modalità elaborativa nata già con le istruzioni Mmx, che però accettavano solo numeri interi). Insieme alla Msa (Memory Streaming Architecture, che riduce gli effetti del ritardo con cui la memoria centrale invia le informazioni) questo nuovo sistema sostituisce il “vecchio” coprocessore matematico. Con queste novità il colosso Usa promette un aumento delle prestazioni dei nostri computer tra il 15 e il 20%.
Uno scatto in avanti con cui la Intel vuole riaffermare la sua leadership nel settore. Tanto più che la società americana ha patito negli ultimi tempi la concorrenza nel mercato dei Personal Computer domestici per via di una politica dei prezzi estremamente aggressiva praticata dalla concorrenza. Innazitutto dalla Amd con il suo K6-2, primo processore dotato di un set aggiuntivo di istruzioni denominate 3DNow! che accelerano l’esecuzione della grafica 3D, poi dalla Cyrix, che ha integrato le estensioni Mmx per il proprio MediaGX (57 istruzioni speciali destinate ad aumentare le prestazioni multimediali di un Pc e sviluppate originariamente da Intel per i Pentium e Pentium II). Resta invece inattaccabile quella sostanziosa fetta di mercato rappresentata dai sistemi desktop aziendali di medie e alte prestazioni, dove la Intel fa la parte del leone, con i suoi 26,2 miliardi di dollari di vendite nel 1998.





