Basterà un capello a individuare l’esatta provenienza di una persona. È quanto ha affermato un gruppo di ricercatori dell’Università di Reading nel Regno Unito durante il Festival della British Association for the Advancement of Science tenutosi a Exeter. La scoperta potrebbe consentire per esempio di ricostruire i recenti spostamenti di un sospetto in un’indagine. Il metodo utilizzato dai ricercatori britannici si basa sulla misura delle percentuali degli isotopi (atomi con un numero diverso di neutroni) di idrogeno e ossigeno presenti nei tessuti o nei fluidi umani. I diversi isotopi assorbiti dal corpo con l’acqua ingerita, infatti, si presentano in quantità variabile in funzione dell’area geografica di provenienza e lasciano un marchio ben visibile all’interno dei tessuti. I capelli, grazie alla loro continua crescita, offrono una buona base per evidenziare gli isotopi dell’idrogeno e dell’ossigeno attraverso spettroscopia di massa. L’analisi degli isotopi viene comunemente impiegata per studiare le migrazioni di insetti o l’origine dell’inquinamento locale, ma si tratterebbe della prima volta che questo metodo viene applicato agli esseri umani. (m.cap.)





