Nicola NosengoL’estinzione dei tecnosauriSironi, 2003pp. 288, euro 16,50 Che fine ha fatto il Betamax? E il telegrafo? E alzi la mano, a parte i nostalgici, chi usa ancora la macchina da scrivere? Tutte tecnologie, idee, metodi ingegnosi, dispositivi che, soppiantati dagli eredi, sono ormai superati. O quasi. Ecco cosa sono i tecnosauri, neologismo fortunato per definire quelli che sono dei veri e propri dinosauri tecnologici. Non solo. Un tecnosauro è anche la macchina volante o l’auto elettrica, esempi di tecnologie che da molti anni vengono annunciate ma che poi alla prova dei fatti nessuno ancora ha mai visto in azione. Il libro di Nicola Nosengo, giornalista scientifico, non solo descrive i tecnosauri ma li spiega. Analizzando tutti i motivi per cui queste tecnologie non esistono più. E non si tratta solo di essere stati rimpiazzati da strumenti più evoluti: probabilmente alcune tecnologie sono fallite anche per colossali errori di marketing, strategie di aggressione del mercato totalmente fuori misura. È il caso del videotelefono (un monito per l’Umts e il telefonino di nuova generazione). Se all’inizio si pensava potesse rivoluzionare il modo di comunicare, al momento di mettere il prodotto sul mercato ci si resi conto che alle persone non piace guardare il proprio interlocutore al telefono: non si può essere né aggressivi né mentire. Grazie a ricostruzioni storiche dettagliate e ricche di curiosità scopriamo anche che nei secoli scorsi si comunicava già a distanza senza ricorrere a un postino o, nel XX secolo, alle telecomunicazioni più moderne. “Molto prima del fax, del telex, della posta elettronica e degli Sms, c’era a Londra come a Milano, a New York come a Berlino, un sistema per trasportare fisicamente e in tempi “quasi istantanei”, cioè nell’ordine dei minuti, la corrispondenza da un capo all’altro di una città: la posta pneumatica”. Un sistema di tubi sotterraneo che assicurava il recapito grazie all’aspirazione dell’aria.Si può cercare, quindi, di inquadrare lo sviluppo tecnologico, dando un’occhiata al passato e all’evoluzione di alcuni dispositivi. Anche se non sempre i nuovi ritrovati sono riusciti a mandare in pensione i loro progenitori. Come il disco in vinile che nel 2002, anno terribile per il settore della musica dove le vendite di cd e audiocassette sono risultate in netto calo, ha visto aumentare il proprio giro di affari. Insomma la tecnologia, come ricorda l’autore, “non ha ancora avuto il suo Darwin, e nemmeno il suo Gould” per spiegarne l’evoluzione. Ma non è detto che un giorno non ci si riesca.





