Quanto Sole stai prendendo? Te lo dice un braccialetto

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A quanti raggi ultravioletti siamo esposti? Potrebbe svelarcelo un nuovo braccialetto, contenente un sensore in grado di calcolare questo parametro in ogni momento della giornata. Questo strumento serve ad impedire i danni causati dalla luce del Sole e a monitorare l’assorbimento di vitamina D: si tratta di una nuova, innovativa tecnologia sviluppata dai ricercatori dell’RMIT University di Melbourne ed illustrata in uno studio pubblicato su Nature Communications.

Questo sarebbe possibile grazie ad un nuovo tipo di inchiostro sensibile ai raggi UV ed in grado di cambiare colore durante l’esposizione, che può essere semplicemente stampato su braccialetti, fasce per capelli o sticker usa e getta e fornisce in tempo reale una misura della propria esposizione ai raggi ultravioletti. Durante la ricerca, il team ha sviluppato sei diversi tipo di sensori, ciascuno ottimizzato per un diverso range di colori della pelle.

L’inchiostro sviluppato dal team è invisibile e basato sui poliossometallati, particolari composti chimici costituiti da un ammasso di molecole di metalli di transizione e ossigeno ed in grado di reagire all’esposizione alla radiazione ultravioletta e filtrare raggi di tipo UVA, UVB and UVC (ciascuno dei quali ha impatti diversi sulla salute della nostra pelle).

L’esposizione al Sole è fondamentale, per gli esseri umani, per mantenere livelli salutari di vitamina D nel nostro organismo, e tuttavia un’eccessiva esposizione può avere conseguenze quali bruciature, tumori della pelle, cataratta, rughe e segni di invecchiamento prematuri. La quantità di Sole necessario dipende dal tipo di pelle (classificata in 6 tipi, da tipo I a tipo VI), e può variare notevolmente da individuo ad individuo in base alla dieta e ad altre variabili (alcuni farmaci ad esempio, aumentano temporaneamente o permanentemente la fotosensibilità della nostra pelle).

Al momento, l’unico modo che abbiamo per stimare l’esposizione ai raggi ultravioletti nella vita di tutti i giorni senza usare costosi sensori è l’indice UV, che fornisce informazione della quantità di radiazione ultravioletta solare che raggiunge la Terra in una certa area. Questo strumento tuttavia non è particolarmente preciso (l’esposizione dipende infatti anche da fattori difficili da calcolare, quali la posizione sul pianeta, la quantità di smog e nuvole e la riflettività di neve, acqua e sabbia) e non prende in considerazione le necessità della pelle dei singoli individui. Ad esempio, la pelle di tipo I (estremamente chiara) può solamente assorbire solo 1/5 della quantità di raggi UV della pelle di tipo VI prima di danneggiarsi.

“Siamo particolarmente entusiasti del fatto che la nostra tecnologia permetterà di creare sensori personalizzati che possono essere rispondere ai bisogni specifici di un individuo,” ha spiegato Vipul Bansal, autore principale dello studio, “Poiché questi sensori sono economici da produrre e possono essere usati anche dai bambini, essi possono anche essere utilizzati per insegnare ai pazienti come essere comportarsi in modo consapevole.”

Riferimenti: Nature Communications

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