Per San Valentino un dinosauro con la coda a forma di cuore

Si chiama Mnyamawamtuka moyowamkia ed è una nuova specie di dinosauro scoperta in Tanzania. Segni particolari? La sua coda è a forma di cuore

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Nel giorno di San Valentino, tra scambi di baci, cioccolatini e fiori, arriva la scoperta di una nuova specie di dinosauro. La scusa per presentare proprio oggi questo dinosauro è quella di mostrarlo come un animale romantico (per quanto possa esserlo stato un dinosauro). Questa nuova specie che arriva da un lontano passato, infatti, raccontano i suoi scopritori nello studio pubblicato su Plos One, avrebbe avuto una coda che ricorda proprio la forma di un cuore.

La coda a cuore

I ricercatori dell’Università dell’Ohio lo hanno chiamato Mnyamawamtuka moyowamkia, un nome che in lingua swahili significa “animale con una coda a forma di cuore”, in riferimento anche al fiume Mtuka, nel sud-ovest della Tanzania, dove sono stati rinvenuti i fossili. Le analisi compiute sui resti – frammenti di vertebre, costole, denti e arti – collocano il dinosauro nel gruppo dei grandi sauropodi titanosauri, l’ultimo grande gruppo di sauropodi evolutosi prima della grande estinzione di massa di fine Cretaceo, avvenuta circa 65 milioni di anni fa. Gli altri gruppi di sauropodi, come per esempio i branchiosauri, erano già scomparsi all’inizio del Cretaceo, proprio quando i titanosauri si stavano evolvendo.

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(Foto: Mark Witton)

Una nuova specie

Lo scheletro parziale del dinosauro fornisce indizi preziosi su come gli ecosistemi si siano evoluti nel continente africano durante il Cretaceo. Confrontando infatti i suoi resti con l’albero genealogico dei titanosauri, i ricercatori hanno osservato che la nuova specie rappresenta la fase evolutiva iniziale della più grande diversificazione di questo gruppo di dinosauri sauropodi. “Sebbene i titanosauri diventarono uno dei gruppi più diffusi ed eterogenei di dinosauri sauropodi, la loro storia evolutiva rimane sconosciuta, e ora la scoperta di Mnyamawamtuka aiuta a raccontarne le origini”, ha spiegato l’autore principale, Eric Gorscak. “Le informazioni che ci provengono dall’analisi dello scheletro indicano che era lontanamente imparentato con altri titanosauri africani già conosciuti, ad eccezione di alcune interessanti somiglianze con un altro dinosauro, il Malawisaurus, che viveva oltre il confine tra la Tanzania e il Malawi”.

Dal Sud America all’Africa

Finora, i resti dei titanosauri sono stati principalmente rinvenuti in Sud America, ma negli ultimi anni gli sforzi della comunità scientifica hanno portato alla scoperta di nuove specie anche in Tanzania, in Egitto e in altre zone del continente africano. “Ogni nuova scoperta aggiunge nuovi dettagli al quadro di come apparivano che gli ecosistemi dell’Africa continentale durante il Cretaceo, permettendoci di avere una visione più completa del cambiamenti evolutivi del passato”, ha concluso Patrick O’Connor, co-autore della ricerca.

Riferimenti: Plos One

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