Sclerosi multipla, stop dell’Agenzia europea del farmaco allo Zinbryta

Dodici casi di infiammazioni cerebrali nel mondo, di cui sette in Europa, in pazienti con sclerosi multipla trattati con il farmaco Zinbryta hanno fatto scattare l’allarme su una possibile associazione. L’Ema ne ha predisposto il ritiro dal mercato, raccomandando ai medici il monitoraggio dei pazienti fino a sei mesi dalla sospensione della terapia

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Sospensione immediata dell’autorizzazione all’immissione in commercio e ritiro dei lotti dal mercato. Sono perentorie le indicazioni dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) recepite e ritrasmesse da Aifa su Zinbryta, l’anticorpo monoclonale (daclizumab) per il trattamento della sclerosi multipla, sospettato di aver provocato dodici casi di encefalite e meningoencefalite (di cui tre mortali). Nel mondo oltre 8 mila persone sono in terapia con daclizumab, 50 in Italia. Sette dei casi segnalati si sono registrati in Europa (6 in Germania e 1 in Spagna), dove l’azienda Biogen che commercializza il farmaco ha deciso volontariamente di predisporre il ritiro del medicinale e di sospendere gli studi clinici in corso.

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