La vaginosi si cura con i batteri buoni: i lattobacilli diventano un farmaco

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Asintomatica o fastidiosa, la vaginosi compare spesso nei momenti di stress. E anche curata con antibiotici, l’infezione batterica può facilmente ritornare, ed essere a sua volta fonte di stress. Un aiuto potrebbe venire però, guarda caso, proprio dai batteri. Quelli buoni: i lattobacilli. Ma non in forma di integratori alimentari, come pratico farmaco in polvere, ad uso topico: il LACTIN-V.

La vaginosi e il ruolo dei lattobacilli

La vaginosi è la causa più comune di disturbi vaginali in età fertile – colpisce tra il 15 e il 50% della popolazione femminile in tutto il mondo – ed è associata a parti prematuri, HIV e problemi con la fecondazione artificiale. L’infezione batterica viene solitamente trattata con antibiotici, ma difficilmente è una soluzione definitiva: circa il 75% delle donne sviluppa nuovamente il problema entro tre mesi. Ritornano fastidi e disagi, con secrezioni vaginali di colore grigio e biancastre, acquose, maleodoranti, difficoltà ad avere rapporti.

La vaginosi si scatena in seguito a un’alterazione della flora batterica vaginale, in cui prevalgono microrganismi patogeni a discapito di altri ritenuti invece benefici, come, appunto, i lactobacilli. Un ruolo chiave di questi batteri buoni contro la vaginosi era stato suggerito di recente da uno studio su Nature Medicine: un trapianto di microbiota vaginale sembrava migliorare i sintomi della vaginosi e riportare le secrezioni vaginali in equilibrio, ovvero con livelli proporzionati di lattobacilli. Impacchettare questi batteri in un farmaco aiuterebbe a combattere l’infezione?A rispondere è uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine (Nejm) che ha testato l’efficacia del LACTIN-V, un prodotto a base di lattobacilli.

Cura più efficace con i lactobacilli in polvere

La ricerca del Nejm conferma il ruolo protettivo per l’ecosistema vaginale di questi batteri. Il farmaco, spiegano i ricercatori, contiene un batterio chiamato Lactobacillus crispatus CTV-05, solitamente presente nel microbioma vaginale sano. Il “meccanismo d’azione” è lo stesso già descritto in passato per i lattobacilli: una volta che colonizza la vagina produce acido lattico, che inibisce la crescita dei batteri patogeni associati alla vaginosi.

Nel nuovo studio, che ha coinvolto 228 donne affette da vaginosi trattate con antibiotici, il LACTIN-V ha ridotto in modo significativo le recidive dell’infezione vaginale, senza provocare alcun effetto collaterale. Solo il 30% delle partecipanti ha avuto una recidiva entro 12 settimane, rispetto al 45% delle donne del gruppo di controllo, a cui era stato somministrato il placebo.

Contro la vaginosi e non solo

Secondo i ricercatori il LACTIN-V potrebbe essere un farmaco davvero utile per molte donne. Soprattutto per la facilità di utilizzo. Per prima cosa, si presenta sottoforma di polvere, che le donne possono facilmente assumere autonomamente, con l’aiuto di un apposito applicatore vaginale. Il LACTIN-V, inoltre, può durare per un anno a temperatura ambiente e per più di due anni nel frigorifero. “L’uso principale è ovviamente per la prevenzione della vaginosi, che colpisce milioni di donne ogni anno, ma potrebbe essere efficace nel prevenire HIV e parti prematuri”. Il prossimo passo sarà ora quello di condurre nuovi studi sul farmaco con più partecipanti, per poter rendere disponibile il trattamento.

Riferimenti: New England Journal of Medicine