Il 20 per cento delle barriere coralline è irreparabilmente danneggiato. Tutta colpa del riscaldamento globale. Lo afferma il rapporto “Status of coral Reefs of the world”, realizzato da 240 esperti per conto di oltre venti organizzazioni, che fa il punto sullo stato di salute di questi ecosistemi in occasione della decima conferenza delle parti firmatarie della Convenzione sui mutamenti climatici che si è aperta oggi a Buenos Aires. La diagnosi non è confortante: i cambiamenti climatici hanno provocato gravi processi di sbiancamento per il 20 per cento dei coralli, mentre la costante pressione umana minaccia un altro 24 per cento delle barriere. Secondo gli esperti, inoltre, con un raddoppio delle emissioni di anidride carbonica (CO2) (che potrebbe avvenire dalla metà di questo secolo) , il processo di calcificazione dei coralli potrà subire un crollo del 40 per cento. “Per salvare le barriere, i governi devono ridurre le emissioni di CO2 velocemente, ma anche creare aree marine protette per difendere i coralli dall’inquinamento e dalla pesca”, spiega Simon Cripps, direttore del Global Marine Programme del Wwf internazionale. Questi delicati ecosistemi, infatti, sono vitali non solo per la biodiversità ma anche per l’ecoturismo, la pesca e la protezione di un sesto delle coste mondiali dall’erosione. (r.p.)





