J.L.Heilbronn (a cura di)
The Oxford Companion to The History of Modern Science
Oxford University Press,
2003pp.XXVIII + 941, euro 113,65
Ci viene in aiuto l’alfabeto per dare il via a questa recensione. Le voci che compongono il volume vanno da “Aberration, stellar” a “Zoology”. Gli autori di queste voci vanno da Finn Aaserud (direttore del Niels Bohr Archive di Copenhagen) a Richard Yeo (professore alla Griffith University nel Queensland, Australia). Ora viene il difficile: come riempire il vuoto tra gli estremi alfabetici? In realtà, vuoto non è: 609 sono in tutto i lemmi affrontati, che spaziano in modo equilibrato da un campo all’altro della storia della scienza. Personaggi e strumenti, teorie scientifiche e temi epistemologici, si intrecciano nell’ordine richiesto dalle parole, a formare un affresco molto ampio in cui si rende conto della varietà dell’esistente. È questo lo scopo di un’enciclopedia, e questo compendio soddisfa la richiesta. D’altra parte, la lista degli autori – oltre 200 – è un appello del gotha internazionale nel campo della storia della scienza, cui l’unico rimprovero che si può muovere è forse uno squilibrio a favore dei paesi anglosassoni, che si riflette poi anche nella compilazione.Le scelte operate sono comunque sorprendenti, sia per le voci incluse che per lo stile con cui sono state redatte. E rappresentano forse il principale motivo di interesse di quest’opera. Stupisce trovare citato Jurassic Park (il film di Spielberg) nella voce “fossil”, ma anche la presenza di un lemma dedicato alla RAND (www.rand.org). Mentre manca il richiamo alla Rockefeller Foundation, che pure ha avuto un ruolo importante nello sviluppo scientifico nel Novecento. Il peso relativo delle diverse discipline è comunque bilanciato, e fortunatamente non si deve più assistere al triste spettacolo di manuali di storia della scienza che “vedono” solo matematica e fisica, scienze per eccellenza, relegando in un angoletto, e controvoglia, le scienze della vita. Ma grande è anche l’attenzione dedicata alla tecnologia e alla politica della scienza, in omaggio alle tendenze storiografiche che evidenziano il complesso rapporto tra la scienza e la società che la produce. Ad esempio, molto spazio hanno le pratiche istituzionali, le società scientifiche, le accademie, che nel tempo hanno avuto un impatto notevole nella scienza moderna. Il risultato finale è quindi innovativo e interessante, che va oltre lo sterile nozionismo, e si sforza di dare un significato e contestualizzare ciò che viene riportato. Il tutto con una buona attenzione anche alla terminologia e alla bibliografia (che in alcuni casi risulta però un po’ datata). Alla fine, ci si trova in mano l’equivalente cartaceo dei nuovi musei scientifici: non più polverose collezioni accademiche ma istituzioni vive e fruibili. Così, si indirizza anche a un pubblico di amatori, con l’ambizione (in gran parte soddisfatta) di fare una seria divulgazione, e far comprendere l’importanza della scienza e della sua storia.





