Tumore del colon-retto, per chi funziona l’immunoterapia

Un test per misurare il carico mutazionale della neoplasia promette di individuare molti più casi in grado di rispondere ai farmaci immunoterapici, ampliando il numero di pazienti che potrebbero trarne beneficio

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dna (Foto via Pixabay)

OGNI ANNO in Italia si stimano 52 mila nuovi casi di tumore al colon-retto, una delle forme di cancro più diffuse nel mondo occidentale. Negli ultimi tempi la ricerca ha fatto notevoli passi avanti nelle terapie a contrasto di questa malattia, affiancando l’immunoterapia agli approcci anticancro convenzionali. Per esempio con l’utilizzo dei farmaci inibitori dei checkpoint immunitari – che agiscono togliendo il freno al sistema immunitario, che quindi  diventa più efficace nel riconoscere le cellule tumorali. Nel tumore del colon retto, però, questa strategia sembra dare risultati solo nel 15% dei casi. Tuttavia oggi un nuovo test del carico mutazionale del tumore (TMB, da Tumor Mutational Burden) potrebbe aiutare a identificare le persone che hanno maggiori probabilità di rispondere all’immunoterapia con inibitori dei checkpoint, ampliando la percentuale di pazienti idonei.

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