Acidi e basi normalmente formano sali, trasferendo uno ione H+ (protone) dall’acido alla base, con rare eccezioni. Una di queste, nota da molto tempo, è rappresentata da acido cloridrico (HCl) e ammoniaca (NH3). Un recente studio apparso su Science, condotto in collaborazione tra diverse università inglesi, polacche, statunitensi e tedesche, ha cercato di spiegare meglio questo interessante caso anomalo.
Se infatti i vapori provenienti da bottiglie aperte di acido cloridrico e idrossido di ammonio concentrati si incontrano, formano senza ombra di dubbio una leggera nebbia bianca di cloruro di ammonio (NH4Cl), il sale corrispondente. Tuttavia, questi due composti acido e base hanno mostrato un comportamento insolito. In particolare è stato messo chiaramente in evidenza già da venti anni che esistono complessi che non costituiscono sali. Per molto tempo è rimasta quindi aperta la domanda sulla prevalenza delle possibili “strade” che la reazione può seguire al momento dell’interazione tra NH3 e HCl, e dell’influenza dei fattori esterni su questo processo.
Un elemento di chiarimento sull’intera questione arriva ora dallo studio condotto da Kit Bowen della Johns Hopkins University (Usa) e Maciej Gutowski dell’Università di Gdansk (Polonia). I loro calcoli teorici e misure spettroscopiche hanno infatti evidenziato che un flusso di elettroni può indurre la formazione del sale, provocando il trasferimento del protone H+. I risultati presentati dimostrano quindi che è necessario un fattore energetico esterno per far avvenire la formazione del sale che, in questo particolare sistema, non avverrebbe altrimenti. (m.f.)





