Tutti i segreti del melo sono racchiusi in 17 cromosomi. A svelarli ci ha pensato un gruppo di ricerca internazionale coordinato dalla Fondazione Edmund Mach-Istituto Agrario di San Michele all’Adige, che ha decodificato il genoma della varietà Golden Delicius e pubblicato i risultati su Nature Genetics.
La Apple Genome Initiative è nata nel 2007 con l’obiettivo di decodificare il genoma della Golden Delicius, varietà originaria della Virginia, al secondo posto sui mercati internazionali per diffusione e importanza economica. Dopo aver individuato i 13 miliardi di nucleotidi (le unità costituenti del Dna) presenti nel suo genoma, i ricercatori li hanno “ordinati” all’interno di 57 mila geni. Oggi i risultati sono stati resi pubblici e inseriti nelle banche dati internazionali, dove saranno liberamente consultabili dalla comunità scientifica mondiale. Il genoma della Golden, infatti, è per il 99 per cento simile a quello delle altre varietà di mele, e per questo viene considerato dal mondo della ricerca come “patrimonio dell’umanità”.
Sono stati individuati i geni responsabili di caratteristiche come sapore, colore, proprietà benefiche per la salute. E si è scoperto che sono ben 992 quelli che controllano la resistenza alle malattie, agli insetti e a condizioni ambientali avverse. Un’informazione importante che, secondo gli autori, permetterà di migliorare la qualità delle varietà in commercio senza dover ricorrere a pratiche di coltura intensive e dannose per l’ambiente. Per avere mele più gustose, nutrienti o in grado di difendersi da sole contro l’invasione degli insetti, si potrà infatti incrociare e coltivare le piante che presentano le caratteristiche genetiche migliori.
Ma il genoma del melo è una “carta d’identità” che, oltre a mostrare lo status attuale della pianta, ne rivela la storia. Grazie all’analisi genetica, infatti, si è scoperto che il melo domestico (Malus domestica) si è originato tra i 3 e 4 mila anni fa da un progenitore selvatico (Malus sieversii) ancora oggi presente in Cina e Kazakistan. Inoltre, attraverso il confronto del Dna della mela con quello di altri frutti come pesche e pere, tutte appartenenti alla stessa famiglia delle Rosaceae, i ricercatori stanno ricostruendo l’esatta filogenesi del gruppo.
Riferimenti: Nature Genetics doi:10.1038/ng.654





