La sonda spaziale Venus Express dell’Agenzia spaziale europea (Esa) partita il 9 novembre scorso sta arrivando a destinazione. Dopo aver percorso 400 milioni di chilometri è ora pronta ad entrare nell’orbita di Venere. Si tratta della fase più delicata dopo il lancio: una serie di complessi comandi inviati da Terra permetteranno alla sonda di rallentare del 15 per cento la sua velocità, che ora è di 29.000 chilometri all’ora, e di farsi catturare dalla forza di gravità di Venere. Venus Express è la prima missione europea verso Venere che ha coinvolto 14 nazioni in una missione lampo. In soli tre anni dall’approvazione del programma l’Esa è riuscita, riutilizzando lo stesso disegno della missione su Marte, a preparare e lanciare la sonda spaziale. A bordo della navicella vi sono spettrografi e strumenti per raccogliere immagini in un ampio intervallo dello spettro elettromagnetico. Tali strumenti permetteranno uno studio completo del disco di Venere osservato nel suo insieme e osservazioni più dettagliate che verranno ricomposte a mosaico. Uno dei principali obiettivi della missione è lo studio delle calda atmosfera venusiana che, con i suoi 500 °C, è molto ricca di diossido di carbonio e di nuvole composte da acido solforico; inoltre sarà possibile analizzare il comportamento del vento solare sulla superficie di un pianeta privo di campo magnetico. Non solo. Llo studio combinato di atmosfera e superficie permetterà di conoscerne meglio la geologia e ricavare preziose informazioni sulla Terra, la sua origine e la sua evoluzione. (i.a.)





