Usare il vino (o almeno i sottoprodotti della sua lavorazione) per ridurre l’inquinamento della automobili datate. E’ questa la proposta di un’azienda pistoiese, la Magigas, operante nella distribuzione del Gpl in Toscana ed Emilia Romagna.
Il risultato delle ricerche della società toscana è il Magigas D7, un additivo che dimezza le emissioni di PM10 di motori vecchi, ante Euro 4 ed Euro 5. E che è stato testato nei mesi scorsi su motori di autobus Iveco Euro 0 e Euro 2 presso il Centro Ricerche europeo JRC di Ispra, in provincia di Varese. I risultati sono stati buoni: l’emissione specifica di un autobus equipaggiato con motore Euro 2 che circola in area urbana – che è responsabile mediamente dell’emissione di PM10 pari a 0,55 grammi per chilometro – si riduce a 0,18 gr/Km.
L’efficacia della miscela D7-gasolio sarà ora verificata sul campo, nel corso di una sperimentazione voluta e finanziata dalla Regione del Veneto, che interesserà per un periodo di sei mesi, da marzo ad agosto, l’intera flotta di autobus dell’Actv in servizio al Lido di Venezia. L’iniziativa è stata presentata dall’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, da Giovanni Torracchi amministratore delegato di Magigas, e da Stefano Biondi Presidente di Envicon, società che fornirà l’additivo e le apparecchiature di misurazione finalizzate a verificare in continuo la riduzione degli inquinanti nei gas di scarico.
La raccolta dei dati e la certificazione dei risultati ottenuti saranno affidate al Centro di Ricerca di Ispra e all’Arpav e alla sperimentazione collaborerà anche l’Università di Venezia. A metà del periodo di prova sarà presentata una relazione intermedia sui risultati ottenuti. Il contributo regionale coprirà il costo dell’additivo e gli oneri concernenti l’analisi delle emissioni in campo e successive elaborazioni; le spese di comunicazione e presentazione della sperimentazione all’utenza; l’attività di divulgazione scientifica.
I controlli sulle emissioni saranno effettuati con apparecchiature mobili poste sui mezzi stessi, in modo da permettere un monitoraggio costante in tutte le situazioni operative in un periodo soggetto a numerose variazioni climatiche. L’operatività circoscritta al territorio dell’isola permetterà un’analisi precisa del comportamento dei mezzi alimentati in una prima fase con gasolio commerciale e quindi, in seguito con gasolio miscelato con additivo D7. La riduzione di PM10 attesa dalle prove è dell’ordine di 185 chili, ma è previsto un significativo calo anche per l’anidride carbonica (-30 per cento, 2.656 tonnellate), per gli ossidi di azoto (-5/-10 per cento) e per gli idrocarburi incombusti (-25 per cento).
La Regione ha finanziato la sperimentazione con 100mila euro e se avrà successo, vedrà la conversione di tanti altri motori inquinanti in auto ecologiche. I prossimi, come ha annunciato l’amministrazione locale, saranno i vaporetti. (f.f.)





