Fu l’imperatrice del giappone Koken nel 752 a.C. a fornire la prima descrizione di una pianta colpita da un virus. E non lo ha fatto in un resoconto scientifico ma bensì con i versi di un poema, il “Man’yoshu”, la “Raccolta delle diecimila foglie. In esso la sovrana descrive una suggestiva atmosfera estiva causata dall’insolito aspetto delle foglie dell’Eupatorium (una specie di canapa acquatica) che, nonostante la stagione, avevano assunto la colorazione tipica del periodo autunnale: anziché essere di un verde intenso erano gialle. Secondo Keith Saunders, microbiologa del Department of Disease and Stress Biology presso il John Innes Centre di Norwich in Inghilterra, questa è appunto la più antica descrizione di una aggressione virale subita da una pianta. La colorazione gialla delle foglie di Eupatorium altro non sarebbe che l’effetto provocato dall’Eupatorium yellow mosaic virus. (EpYVV). L’équipe guidata dalla Saunders ha effettuato dei test (una serie di contaminazioni con questo virus) che hanno confermato – come scrive lei stessa su Nature – la teoria proposta e dimostrato come questa malattia, particolarmente aggressiva per l’agricoltura, fosse diffusa assai prima dell’avvento delle moderne tecniche di agricoltura intensiva, spesso indicate come poco sostenibili e dannose per la biodiversità. (p.d.a.)





