Ancor prima di berlo, il caffè appena fatto è un profumo che pervade tutta la casa ed è proprio nel momento in cui raggiunge il nostro naso che la giornata sembra cominciare per il verso giusto. Un’esperienza così familiare che ci si chiede se rappresenti una semplice coccola che ci dà conforto e la giusta carica per cominciare la giornata, oppure ci sia di più. A provare a dare una risposta è stato un team di ricercatori della Showa Pharmaceutical University, in Giappone, secondo cui appunto non sarebbe solo l’effetto stimolante della caffeina, ma anche il profumo del caffè a farci scegliere così spesso questa bevanda: quando inalato per pochi minuti, l’odore del caffè appena fatto potrebbe ridurre temporaneamente alcune componenti dell’umore negativo e aumentare un indice di rilassamento cerebrale. La ricerca è stata pubblicata sulle pagine della rivista Nutrients.
Il profumo del caffè
Per capire in che modo il profumo di caffè possa avere effetti sul nostro organismo, i ricercatori hanno coinvolto 20 partecipanti, di età compresa tra i 20 e i 29 anni, a cui è stato chiesto di annusare per 5 minuti l’odore della bevanda, preparata usando 20 grammi di caffè macinato del Sumatra e 400 millilitri d’acqua a 85 gradi e posizionata in una tazza a circa mezzo metro di distanza da ognuno. I ricercatori hanno quindi misurato, prima e dopo l’esposizione dei partecipanti al profumo del caffè, diversi parametri: l’umore tramite il Profile of Mood States (Poms), l’attività elettrica cerebrale con l’elettroencefalogramma (Eeg) e alcuni indicatori cardiovascolari, tra cui la frequenza cardiaca e la variabilità del battito.
Meno stress e fatica
Dalle successive analisi, gli autori hanno scoperto che dopo 5 minuti di inalazione del profumo di caffè, il punteggio relativo al disturbo generale dell’umore era diminuito. Più nel dettaglio, hanno osservato riduzioni statisticamente significative nei punteggi relativi a stanchezza, tensione, ansia, confusione e depressione. I cambiamenti, tuttavia, non si sono limitati alle sensazioni dei partecipanti: anche dalle analisi dell’Eeg, il team ha osservato un aumento dell’indice di rilassamento, in media da 0,74 a 0,78 dopo l’inalazione dell’odore del caffè. Il cuore, o meglio la frequenza cardiaca e la variabilità del battito, così come i livelli di energia non hanno invece mostrato cambiamenti sostanziali.
Dati da approfondire
Sebbene questi dati sembrino suggerirci che il profumo di caffè sia una sorta di terapia contro stress, tristezza e ansia, lo studio, va precisato, presenta alcune limitazioni, come il fatto che abbia coinvolto un numero molto limitato di persone e che manchi un gruppo di controllo. Va da sé, quindi, che non è possibile stabilire con certezza che sia stato proprio il profumo del caffè a provocare i cambiamenti osservati nello studio. I risultati, tuttavia, potrebbero suggerire che una parte di quel rituale tanto amato e familiare potrebbe cominciare prima ancora che si assuma la caffeina e avere conseguenze psicologiche. Il profumo infatti non è una singola sostanza, ma un insieme di composti volatili che arrivano al nostro sistema olfattivo, a sua volta fortemente associato ad alcuni circuiti cerebrali coinvolti nell’elaborazione dei ricordi e delle emozioni. Sebbene, quindi, servano ulteriori studi, più ampi e con gruppi di controllo, una cosa semplice possiamo farla: la prossima volta che il caffè è pronto, vale la pena aspettare un po’ prima di berlo, e godersi appieno l’aroma.
Foto di Perry Merrity II su Unsplash





