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Ecstasy smemorata

di
Francesca Terenzi

La lunga lista di danni provocati dall’ecstasy, la droga sintetica venuta tristemente alla ribalta negli ultimi anni, si allunga. Ora una ricerca del Dipartimento di Neurologia dell’Università di Toronto dimostra che l’uso sistematico delle “estatiche” pillole provoca tra l’altro gravi perdite di memoria. Un gruppo di quindici persone, abituali consumatori dell’Mdma (methylenedioxymethamphetamine, il nome scientifico della droga), è stato sottoposto a una serie di test medici per un anno. I volontari, tra i diciassette e i trentuno anni di età, hanno assunto l’ecstasy in media di 2,4 volte al mese. Il più importante risultato di questa ricerca è che l’utilizzo sistematico dell’Mdma è associato al declino di diverse forme della memoria. In particolare della “memoria retrospettiva”, una sorta di memoria immediata che permette di ricordare, per esempio, un brano subito dopo averlo letto. Si è dimostrato che questa capacità era diminuita del cinquanta per cento tra il primo e il secondo accertamento. La droga colpisce l’ippocampo, la zona del cervello associata all’apprendimento e alla consolidazione delle nuove memorie. “Ora abbiamo una prova sperimentale che i processi della memoria dei soggetti che utilizzano regolarmente l’ecstasy possono essere impoveriti. Non vi sono invece prove di questi disturbi sui soggetti che la provano una o due volte, anche se vi sono ricerche in questo senso”, ha riferito Konstantine Zakzanis, che ha collaborato alla ricerca. (f.t.)

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