Un meccanismo genetico che si oppone alla competizione e stabilizza la cooperazione sociale. Lo ha scoperto un gruppo di biologi e genetisti evolutivi dell’Università di Rice e dell’Università di Baylor guidati da Joan Strassman. In uno studio pubblicato su Nature, i ricercatori analizzano il comportamento delle amebe della muffa (Dictyostelium discoideum). Quando questi microrganismi non hanno più batteri da mangiare, si raggruppano e formano un corpo fruttifero in cui circa un quinto dei singoli elementi all’interno della colonia si sacrifica per formare il gambo che sostiene le spore. All’inizio di questo processo le cellule producono una molecola di segnalazione denominata Dif-1. Con tecniche biotecnologiche è stato creato un mutante di Dictyostelium senza il gene dimA, che codifica per una proteina chiave che riconosce Dif-1. In questo modo i ricercatori hanno voluto verificare se le cellule senza dimA potessero “truffare” il sistema ignorando Dif-1 e quindi aumentare le loro probabilità di far parte della spora piuttosto che del gambo. Il risultato è stato al contrario che le cellule “imbroglione” avevano molte meno probabilità di finire in cima alla spora. Gli esperimenti hanno dimostrato quindi che il gene di dimA è essenziale non soltanto per il riconoscimento di Dif-1 ma anche per produzione della spora, finendo per costringere alla cooperazione. (f.mu.)





