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“I buchi neri non esistono”

I buchi neri potrebbero non esistere. Questo è quello che sostiene George Chapline del Lawrence Livermore National Laboratory in California. I buchi neri furono pensati per la prima volta dal celebre fisico tedesco Albert Einstein, nella sua teoria generale della relatività. Einstein arrivò alla conclusione che una stella di grandi dimensioni, quando muore, collassa sotto la propria gravità, verso un singolo punto. Questo porta alla formazione dei buchi neri. Ma secondo Chapline, il collasso di una stella porta alla formazione di altre stelle che contengono una particolare energia chiamata “energia nera”. La superficie di queste stelle, inoltre, si comporterebbe più o meno come un buco nero, richiamando a sé la materia, grazie alla forte azione gravitazionale. Però, e qui è la novità, nell’interno della stella, esisterebbe una forza gravitazionale “negativa”, capace di risputare fuori la materia appena entrata. Questo, secondo Chapline, potrebbe spiegare la forte radiazione, proveniente dal centro della nostra galassia, che molti astronomi pensano sia dovuta alla presenza di un enorme buco nero. (a.l.)

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