Beatrice Mezzone, Susanna Spadoni, Maria Vittoria Zoccai
Esplorare l’italiano. Proposte per un curricolo della lingua
Carocci ScuolaFacendo, Roma 2005
pp. 125, euro 10,00
“Esplorare l’italiano” è l’ultimo volume della serie diretta da Lend – Lingua e nuova didattica, associazione culturale che da trent’anni e più svolge attività di ricerca e sperimentazione nell’ambito dell’educazione linguistica. Rivolto agli insegnanti di lingua italiana nella scuola elementare e media, il libro nasce dall’esperienza di studio di un gruppo di docenti che, nel 2003, ha lavorato per definire il curricolo formativo di istituto sull’insegnamento di questa materia. Al centro dell’attività didattica proposta dagli autori c’è, nelle prime classi, la relazione con gli altri (perché la funzione del comunicare passa attraverso il cooperare e l’interagire), la percezione del proprio corpo (perché comunicare è esprimere bisogni, emozioni, idee), e più tardi, negli anni successivi, anche la scrittura e la lettura, il gusto di esplorare e il piacere di capire. Un percorso possibile, per esempio, comporta l’introduzione di libri d’arte che possano arricchire anche l’aspetto visivo della comunicazione, stimolando contemporaneamente l’apprendimento di parole nuove attraverso l’osservazione di immagini, e insegnando a stabilire relazioni tra linguaggi diversi. L’aspetto simbolico della lingua è sottolineato anche con l’introduzione, nei primi anni, di ideogrammi che rimandano alla rappresentazione della forma del grafema che stilizza: una “F” a forma di fiore, una “V” a forma di vaso, una “C” a forma di ciliegia… Il percorso è poi da integrare, come suggeriscono le autrici, con filastrocche con assonanze o contrapposizioni di suoni, per stimolare la corretta percezione e pronuncia dei vari fonemi. Nel libro sono presenti diversi percorsi didattici, con esempi pratici di attività da riprodurre in classe.Ma nella vita della classe c’è anche e soprattutto il gioco: “in un curricolo di educazione linguistica – scrivono le autrici – il gioco è uno strumento didattico capace sia di attivare competenze trasversali, sia di impegnare il bambino in un processo continuo della lingua italiana”. Imparare giocando significa allora, per un insegnante, anche sapersi mettere in gioco e saper instaurare con il bambino un rapporto intessuto di complicità e divertimento. Dunque in prima si può giocare a parlare, per esercitare la memoria e imparare a rispettare i tempi degli altri, mentre in seconda e in terza si acquisisce consapevolezza del proprio ruolo e in quarta e in quinta si cercano strategie per conferire efficacia al parlare. Si può giocare a leggere, condividendo il piacere di ascoltare una storia e alla fine riuscire a cogliere le intenzioni dell’autore. Oppure giocare a scrivere, magari a più mani inventando una storia, per esplorare alla fine diversi stili e trovare quello che corrisponde di più al proprio modo di essere.





