Una ricerca italiana pubblicata su Science ha chiarito le ragioni della longevità nei topi sottoposti a restrizione calorica. È dimostrato, infatti, che gli animali tenuti a regime dietetico vivono di più rispetto a quelli che mangiano normalmente. Lo studio, guidato da Enzo Nisoli dell’Università di Milano, ha spiegato cosa succede quando le cavie ingeriscono il 30-40 per cento di calorie in meno per un periodo dai tre ai dodici mesi: le cellule che ricoprono la superficie interna dei vasi sanguigni iniziano a produrre in quantità superiore un enzima che rilascia messaggi chimici per la sintesi di una molecola, l’ossido di azoto. Inoltre, si innescano reazioni intracellulare, come la formazione di un particolare messaggero chimico, l’aumento dell’attività mitocondriale e la comparsa di una proteina, chimata Sirtuin 1, implicata nel meccanismo che collega la riduzione delle calorie con l’allungamento della vita. Questi effetti sono ridotti nei topi modificati geneticamente per non produrre l’enzima per la sintesi di ossido di azoto. I ricercatori, quindi, ritengono che questa molecola giochi un ruolo fondamentale nella longevità dovuta alla restrizione calorica. (a.l.)





