Otto mesi di vita in meno. Tanto costa agli italiani l’inquinamento da polveri sottili. Sono i numeri che emergono dal convegno nazionale sul particolato atmosferico in corso a Firenze nell’ambito del XXII congresso nazionale della Società chimica italiana. Nella sola città di Milano si contano 800 decessi prematuri a causa delle polveri sottili, ha spiegato Ezio Bolzacchini, docente all’Università Bicocca di Milano, mentre in Europa se ne registrano 350 mila all’anno.
Cifre che richiamano ad un’azione immediata. Ogni 10 microgrammi di Pm10 nell’atmosfera oltre la soglia giudicata tollerabile, dicono gli esperti, aumenta la mortalità dello 0,5 per cento, come anche le patologie di tipo cardiologico e respiratorio ad esse correlate. E il problema potrebbe peggiorare con l’aumento del Pm 2,5, quattro volte più piccolo e quindi difficilmente filtrabile del Pm10.
Più che dalle targhe alterne, però, un aiuto concreto potrebbe venire dalle nuove tecnologie applicabili alle automobili. Per esempio alcune case produttrici stanno realizzando diesel dotati di Fap (Filtro anti-particolato), un filtro che cattura il particolato e lo brucia in modo automatico, riducendo del 99 per cento le emissioni nocive. (r.p.)





