Il Programma Nazionale di Ricerca in Antartide prosegue. Piano, molto piano. E con un giallo: quanti sono i soldi che il governo metterà a disposizione per il 2008? Della questione si era occupata Galileo nelle scorse settimane, quando la situazione era ancora bloccata e il neoministro Mariastella Gelmini rifiutava ogni incontro con lo staff del Pnra.
Oggi, invece, le cose sono cambiate e con un articolo sul Corriere della Sera Giuseppe Pizza, sottosegretario all’Istruzione, annuncia che i soldi ci sono e che “garantiremo 13 milioni di euro, più una quota da definire per l’anno polare”.
Un conto che però non torna a chi gestisce lo stesso Pnra. Secondo quanto risulta a Galileo, infatti, i milioni al momento stanziati non sono 13, bensì otto. Una differenza sostanziale visto che si tratta di poco più della metà.
Al di là delle cifre, comunque, non sono questi i soldi che chiedeva il Pnra. Nonostante le parole di Pizza – “Per il nostro governo la ricerca in Antartide è strategica per le politiche ambientali e alimentari”, ha detto il sottosegretario al Corsera – ottomilioni (ma anche 13) garantiranno a malapena il mantenimento della presenza italiana in Antartide, senza però che ci sia la possibilità di intraprendere nuove ricerche. Da ricordare, infatti, che dal 2005 a oggi i governi che si sono alternati hanno eliminato dalla finanziaria i soldi destinati al Pnra, circa 35 milioni di euro ogni anno. (f.f.)





