HomeSocietàImmagini di un serial killer

Immagini di un serial killer

di
Matteo Bartocci

Annabella NucaraOvunque io vada muore qualcunoSossella Editore, 2001pp. 214, 15,49 euroHannibal Lecter, il mostro di Rostov, l’italiano Bilancia, i recenti omicidi della carabina in America. Tutti serial killer. E poco importa che siano esistiti veramente o siano solo un’invenzione cinematografica. L’assassino seriale è una figura che innegabilmente è al centro dell’immaginario della società contemporanea. Ecco quindi un libro di una giovane esordiente che, come dice curiosamente la quarta di copertina, “ha gli occhi chiari di giorno e scurissimi di notte e che vorrebbe vivere in un quadro di Edward Hopper”. Come racconta l’autrice, Annabella Nucara, il serial killer è “un tragico eroe negativo che mi ha spinto a tentare un viaggio alle radici del suo fascino, senza voler mai perdere di vista la ricerca dell’umanità che nel mostro si nasconde”. E l’obiettivo, nonostante la sua complessità, sembra essere raggiunto. ‘Ovunque io vada muore qualcuno’ è un bel libro per gli appassionati del genere (ne esistono e sono molti) e per i profani.Nel primo capitolo si cerca di capire chi è il serial killer. Una persona doppia: solitaria, non affermata socialmente, senza istinto paterno, con disturbi della personalità e perversioni sessuali gravi, sadica, egoista, irresponsabile, incapace di mantenere una relazione sentimentale matura, e tuttavia un individuo lucido, perfettamente capace di intendere e di volere al momento del delitto. Una persona che uccide per il puro bisogno di uccidere. Già dalle prime pagine il senso dell’omicidio seriale viene descritto alla luce di quel triangolo, noto ai più almeno a livello cinematografico, tra raziocinio, passione e ritualità. Ma l’omicidio rituale non è solo una scelta individuale di una scheggia impazzita. Violenze efferate di questo tipo sono possibili solo in una società di massa e fondamentalmente urbanizzata come la nostra: “La passione per la violenza non è una frenesia impotente, bensì è una passione di questo mondo, un’eccitazione del corpo, dell’anima e dell’esistenza che conquista il terreno inebriante della libertà assoluta” (p. 43).La morte è quindi anche una questione pubblica, non solo individuale. Il libro quindi si sposta sulle istituzioni che raccontano i serial killer: i media e i tribunali. Secondo l’autrice, nella società mediatica il serial killer “rappresenta il nemico numero uno perché assassino di tutti” e, se da un lato i media mettono in scena le paure della società, dall’altro, si sa, sono fabbriche di miti e in qualche caso il serial killer diventa un eroe popolare nei cui confronti si prova una curiosa miscela di attrazione-repulsione.Ma il mezzo narrativo più popolare di tutti è, senza dubbio, il cinema. Il 1 gennaio 1991 esce a Londra ‘Il silenzio degli innocenti’ di Jonathan Demme. Un evento che ancora oggi costituisce il record di incassi in un solo giorno (oltre 53mila sterline). È con questo film, uno dei maggiori successi degli anni Novanta, che il serial killer diventa l’icona del male. Ma un’icona a suo modo affascinante. Il libro cerca di indagare le ragioni di questo successo: forse la serialità degli omicidi si sposa con quella implicita in molti film di genere (gli episodi di Nightmare, Venerdì 13, etc.) e l’omicidio seriale è strettamente funzionale alla narrazione cinematografica contemporanea, dove violenza, giallo scientifico, ricerca e costruzione della suspence, introduzione di elementi mitologici e religiosi sullo sfondo rendono i film sui serial killer un genere ormai stabilito. Senza dimenticare l’antesignano Psycho hitchcockiano (1960) e il minore Henry pioggia di sangue (1986), seguiranno Copycat (1995), Cittadino x (1995), Seven (1996), Il collezionista (1997), Il collezionista di ossa (1999), Summer of Sam (1999), Almost blue (2000), Hannibal (2001). Proprio Hannibal Lecter è l’icona assoluta del serial killer, non è (solo) un mostro ma un personaggio intelligente, affascinante, seduttivo, uno psichiatra-scienziato, abile manipolatore (e mangiatore) di uomini che, invece di curare i mali del mondo, non può fare a meno di rappresentarli.In conclusione, il libro è una collezione di immagini, spunti, analisi, idee, citazioni interessanti e ben selezionate, in cui la curiosità e la competenza dell’autrice dettano uno studio serio che non deluderà i suoi lettori. In appendice una breve filmografia sul tema.

RESTA IN ORBITA

Articoli recenti