HomeSocietàFalsi e veri geni della scienza

Falsi e veri geni della scienza

di
Simone Turchetti

John Waller
Fabulous Science. Facts and fiction in the History of Scientific Discovery
Oxford University Press, 2002
pp. 308, euro 22,99

Negli ultimi venti anni, gli storici della scienza si sono impegnati in una difficile operazione di de-mitizzazione della disciplina. Il mito ricorrente è quello secondo cui la storia della scienza si scrive parlando di scienziati fuori dal comune, di geni capaci di grandi intuizioni. In questi 20 anni, un nutrito gruppo di accademici ha invece dimostrato che in più di una circostanza solo una accurata manipolazione di dati storici e scientifici ha garantito la costruzione di tale mitologia, la costruzione di una scienza “da favola”. In questo libro John Waller, ricercatore presso lo University College di Londra, raccoglie i risultati di tali ricerche e li ripresenta in una veste nuova con il compito di renderli di facile lettura per un pubblico più ampio di quello – generalmente abbastanza ristretto – dei dipartimenti universitari. Il libro si compone di 13 casi storici divisi in due gruppi. Nei primi cinque, Waller discute storie nelle quali i protagonisti delle scoperte scientifiche hanno deliberatamente truccato i risultati sperimentali al fine di confermare le loro rivoluzionarie ipotesi scientifiche. Nei restanti sette, Waller discute quelli in cui la ricostruzione storica post facto di una scoperta scientifica ha trasformato scienziati normali in geni. Per esempio, Louis Pasteur non sarebbe mai diventato il genio della vaccinazione senza avere sapientemente cancellato alcuni importanti risultati sperimentali in controtendenza rispetto alle sue ipotesi iniziali. Alexander Fleming, non sarebbe mai diventato il padre della penicillina se non avesse narrato, ormai alla fine di carriera, di aver creduto ciecamente nella scoperta di un batterio, il Penicillium noctatum, che in realtà aveva ignorato per circa dieci anni e che solo altri ricercatori avrebbero in realtà isolato e riprodotto.Sebbene sia importante tentare di divulgare la storia della scienza e renderla appetibile a un pubblico più ampio, va detto che questo libro di Waller trasforma complesse vicende in cui la storia della scienza si intreccia con la storia sociale ed economica in episodi di dati truccati e meriti assegnati ingiustamente. Nel tentativo di semplificare complessi eventi storici Waller finisce per tagliar corto su molti aspetti contestuali di grande importanza. Per esempio proprio nel caso Fleming, fu un team di biochimici dell’università di Oxford che mise a punto un processo di sintesi efficace per la penicillina. Ma il gruppo lavorava in un contesto particolare come quello della Seconda Guerra Mondiale in cui lo sforzo congiunto di industrie farmaceutiche private, team universitari e governo aveva favorito la ricerca complessa e delicata come quella che portò all’isolamento e alla riproduzione del batterio. Nel libro di Waller questo contesto è appena accennato. Oltretutto la demitizzazione dello scienziato genio conduce sempre inevitabilmente alla scoperta di una qualche scienziato dimenticato dalla storia che invece era il vero artefice delle scoperte scientifiche descritte. L’idea del genio non scompare mai: c’è solo un falso genio sostituito da uno vero. Il merito maggiore di questo saggio è quello di essere una introduzione semplice e di facile lettura a contributi innovativi nel campo della storia della scienza degli ultimi venti anni. È quasi un manuale per chi intenda avviarsi verso la professione, in quanto mostra quanto sia pericolosa la tendenza a leggere la storia della scienza retrospettivamente, assegnando patenti di genialità a questo o quel ricercatore. Ma allo stesso tempo, se la critica alla “storia dei geni” aveva l’ambizione di contestualizzare il processo di costruzione della conoscenza scientifica, rinnovando l’indagine epistemologica e prendendo le distanze dal positivismo, Waller ne distilla il significato, al punto che diventa difficile trovarne traccia.

RESTA IN ORBITA

Articoli recenti