Conservare circa il 60 per cento delle piante in una ‘collezione’ accessibile a tutti e specifica per ogni paese d’origine, includendo un 10 per cento di esse in un programma di recupero. È quanto sostengono i tre botanici Simon Linington, Clare tenner e Roger Smith, attualmente impegnati nel progetto “Millennium Seed Bank Project” presso il Wakehurst Place, nel Kew’s country garden in Gran Bretagna. Attualmente 34 mila specie di piante sono a rischio ed entro il 2100 il 50 per cento degli esseri vegetali e animali potrebbero scomparire. Da qui l’esigenza di costruire una banca del seme delle specie vegetali per assicurare la sopravvivenza alle piante a rischio. Qualcosa già si sta facendo come nel caso dell’International Treaty for Plant Genetic Resources for Food and Agricolture, ma i botanici inglesi, dopo aver letto alcuni provvedimenti del trattato, sono rimasti delusi perché le lista delle specie da proteggere, a detta loro, non è completa. Secondo gli scienziati, poi, bisognerebbe chiarire che l’eventuale banca del seme non dovrebbe avrebbe proprietari per consentire a tutti i paesi l’accesso. (fe.n.)





