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Oggi è l’equinozio d’autunno, cosa racconta l’astronomia

L’estate è ufficialmente finita. Nelle prime ore di mercoledì 23 settembre 2026, esattamente alle ore 2.05 in Italia, il nostro pianeta ha raggiunto l’equinozio d’autunno. Una data che segna quindi la fine della stagione estiva e l’inizio dell’autunno astronomico nel nostro emisfero (boreale) e della primavera in quello australe. Da qui in poi, nell’emisfero boreale, le ore di luce continueranno a diminuire progressivamente fino al solstizio d’inverno. Ma cosa succede esattamente in questa giornata, o meglio in quel preciso istante, da un punto di vista astronomico?

Gli equinozi

Dato che la Terra è inclinata sul proprio asse, il Sole illumina maggiormente l’emisfero boreale o australe a seconda della posizione del nostro pianeta lungo la sua orbita. Tuttavia, in due momenti dell’anno, il Sole illumina allo stesso modo i due emisferi, in quelli che chiamiamo equinozi, dal termine latino aequinoctium, legato a sua volta a aequa nox, ossia “notte uguale” (al giorno). Infatti, durante l’equinozio d’autunno, ma anche in quello di primavera, le ore di luce e di buio sono quasi uguali in tutto il pianeta. Da un punto di vista astronomico, tuttavia, la definizione è più precisa: gli equinozi segnano il momento esatto in cui il Sole passa per l’equatore celeste, la proiezione immaginaria dell’equatore terrestre nello Spazio. In quel momento, nessuno dei due emisferi, boreale e australe, è inclinato verso la nostra stella più dell’altro.

L’equinozio d’autunno

L’equinozio d’autunno segna l’inizio dell’autunno astronomico, ma non significa necessariamente che ci sarà un improvviso cambiamento del tempo. Come ricorda il Royal Museums Greenwich, esistono diversi modi per definire le stagioni e, quindi anche l’autunno: astronomico, meteorologico e fenologico. Nel primo caso, come abbiamo già raccontato, le stagioni si susseguono in base ai solstizi ed equinozi. Il meteorologico, invece, scandisce l’anno in 4 periodi di 3 mesi in base alle temperature medie mensili. Secondo questa logica, quindi, l’autunno, per la maggior parte dell’emisfero settentrionale, dura nei mesi di settembre, ottobre e novembre. Infine c’è il fenologico, che per scandire le stagioni si basa su una serie di segnali ecologici e biologici, come nel caso della stagione autunnale la migrazione degli uccelli e la caduta delle foglie.

Perché il giorno non è sempre lo stesso

L’equinozio d’autunno no cade sempre nella stessa data, ma oscilla tra il 21, 22, 23 e 24 settembre. Questo perché la durata di un anno solare, ovvero 365 giorni, non corrisponde all’anno siderale, cioè al tempo che impiega la Terra a compiere un giro della sua orbita intorno al Sole, che è invece di circa 6 ore più lungo. Per apparare questa differenza, in modo tale che le stagioni rimangano coerenti, ogni quattro anni abbiamo un anno bisestile, che aggiunge un giorno al nostro calendario. Oltre al giorno, quindi, anche l’ora esatta degli equinozi non è la stessa ogni anno: si verificano circa 6 ore più tardi ogni anno, con un salto di un giorno indietro negli anni bisestili. Lo scorso anno, infatti, l’equinozio d’autunno si è verificato il 22 settembre alle 20 circa, mentre quest’anno è arrivato alle 2 circa del 23 settembre.

Foto di armennano su pixabay

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