Ricorrere a brevi impulsi elettrici di forte intensità per distruggere i tumori. A provarci per la prima volta è un’équipe del Center of Bioelectrics di Norfolk in Virginia guidata da Karl Schoenbach. La tecnica consiste nel sottoporre le cellule a nanoimpulsi, cioè a scariche elettriche molto intense, ma della durata di pochi miliardesimi di secondo. La rapidità del fenomeno fa sì che le cellule di mammifero trattate in questo modo si autodistruggano, ma non esplodano. La membrana della cellula rimane integra e impedisce al liquido, eventualmente tossico, contenuto all’interno di fuoriuscire provocando infiammazioni. Secondo gli scienziati quindi i nanoimpulsi potrebbero eliminare in modo selettivo le cellule cancerogene. Come accade nei topi studiati da Schoenbach, dove questa tecnica arriva a ridurre i tumori anche della metà. Sempre l’équipe della Virginia ha mostrato anche che i nanoimpulsi possono far rimarginare più rapidamente le ferite. Le scosse infatti aiutano le piastrine ad aggregarsi durante le prime fasi della coagulazione. Ma questa tecnica potrebbe servire pure a rimuovere gli accumuli di grasso nelle arterie e gli inestetismi della cellulite. Per ora, tuttavia, gli scienziati invitano alla cautela. Molto resta da fare prima di passare dalla ricerca in laboratorio alla sperimentazione sull’essere umano. (g.p.)





