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Staminali contro l’osteopetrosi

Curata durante la gravidanza di un topo, l’osteopetrosi, una rara malattia ereditaria che si manifesta alla nascita e porta alla morte. A ottenere questo importante risultato è stato un gruppo di ricercatori italiani del Reparto Genoma Umano dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del Cnr. Lo studio, finanziato dallo stesso Cnr e dalla Fondazione Cariplo, è stato presentato dal Nobel Renato Dulbecco alla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. L’osteopetrosi è una malattia che rende l’osso estremamente duro e impedisce alle cellule del sangue di formarsi; inoltre le ossa del cranio vengono deformate con conseguente cecità e sordità: è quindi fatale e porta a morte generalmente nei primi anni di vita. I ricercatori, coordinati da Anna Villa, hanno usato per la ricerca un particolare ceppo di topi affetti dalla malattia curati con cellule staminali ematopoietiche (prodotte dal sangue) somministrate durante la gravidanza. “Inserendo queste cellule poco dopo la metà della gravidanza, è stato possibile ottenere animali la cui durata e qualità della vita era sostanzialmente indistinguibile da quella dei topi sani”, ha spiegato Villa. “Lo studio dimostra che in futuro la terapia con cellule staminali somministrate precocemente potrebbe essere di grande utilità clinica”, ha commentato Dulbecco. La ricerca “apre una nuova possibilità terapeutica per tutte quelle malattie che sono già manifeste alla nascita e che pertanto devono essere necessariamente trattate durante la gravidanza. E, nell’uomo, numerose sono le malattie che potrebbero trarre giovamento da questo approccio”. (f.f.)

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