Un’organizzazione globale in grado di tutelare così la biodiversità, un Intergovernmental Panel on Biodiversity da affiancare al già esistente Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc). A chiederlo sono 19 illustri accademici che, attraverso una lettera pubblicata sull’ultimo numero di Nature, hanno lanciato l’allarme sulla crescente diminuzione della flora e della fauna. In testa ai firmatari del documento c’è l’ex direttore dell’Ipcc Robert Watson della Banca Mondiale. “La perdita della biodiversità è essenzialmente irreversibile, minaccia lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita delle future generazioni”, recita la lettera. Inoltre i dati recenti non sono rassicuranti: si registra una perdita incessante della biodiversità e la lista delle specie in pericolo è sempre più lunga. La lista rossa conta più di 16.000 tra piante e animali, dei quali un terzo è costituito da anfibi e un quarto da mammiferi. Millennium Ecosytem Assessment, una ricerca condotta sulla salute del mondo animale e vegetale degli ultimi quattro anni, ha rilevato che i due terzi della “vita dell’ecosistema” sono a rischio distruzione e che alcune aree potrebbero essere protette, ma la classe politica spesso non usa la scienza disponibile per salvaguardarle. La nascente organizzazione spera di riuscire a produrre frutti entro il 2010. (f.i.)





