Bolle di gas concentriche si addensano intorno a una nana bianca prossima all’esplosione. Quella che finora era solo un’ipotesi è stata dimostrata grazie all’osservazione di una supernova di tipo Ia (SN 2006X) esplosa nella galassia Messier 100, distante circa 70 milioni di anni luce da noi. La scoperta, opera di un team internazionale in cui figurano anche ricercatori dell’Osservatorio astronomico di Padova dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), è stata pubblicata su Science Express, il sito web della rivista Science.
Le osservazioni sono state condotte in un arco di quattro mesi e realizzate con lo strumento Uves (Ultaraviolet and Visual Echelle Spectrograph), installato al Very Large Telescope dell’Eso (European Southern Observatory) sulle Ande cilene. L’analisi dei dati ha permesso di stabilire che la nuvola di gas, grande 0,05 anni luce, circa tre mila volte la distanza tra la Terra e il Sole, ha viaggiato a una velocità di quasi 200 mila chilometri all’ora e sarebbe stata espulsa dalla stella compagna di SN 2006X mezzo secolo prima dell’esplosione. Questa scoperta avvalorerebbe l’ipotesi che nella esplosione di tutte le supernove di tipo Ia sia coinvolto un sistema binario in cui una nana bianca, stella piccola e densa, orbita attorno a una gigante rossa, più estesa e dall’atmosfera assai rarefatta, “aspirandone” gas che, accumulandosi, innesca il collasso gravitazionale.
Le supernove di tipo Ia sono oggetti di grande interesse per gli astronomi: individuate in una determinata galassia, consentono di calcolarne la distanza dalla Terra. Infatti, l’energia che le nane bianche accumulano poco prima dell’esplosione è sempre la stessa, e, in base all’intensità luminosa rilevata dai telescopi, è possibile stabilire quanto è lontana. Capire la natura dei fenomeni che accompagnano la nascita e la morte di queste stelle permetterà di utilizzare con maggiore sicurezza e precisione questi veri e propri “fari campione” per stimare le distanze, e quindi anche le dimensioni massime dell’Universo.
(s.m.)





