La mitosi, cioè la formazione di due cellule a partire da una cellula originaria, è descritta in ogni libro scolastico di scienze. Eppure i biologi molecolari hanno dibattuto per oltre 50 anni sui dettagli del processo di divisione cellulare. Uno studio della Oregon State University, pubblicato su PLoS Biology, risolve il dubbio: la cellula attua tutti i processi ipotizzati dai biologi, senza preferenze.
I ricercatori si erano proposti di scoprire quale dei meccanismi fosse utilizzato effettivamente dalla cellula. E ci sono riusciti grazie a una nuova tecnologia basata sull’utilizzo di microaghi e di sofisticati software di elaborazione di immagini su microscala. In questo modo hanno potuto manipolare gli elementi dello “scheletro” cellulare, e a osservare per la prima volta quello che realmente accade.
Durante la divisione cellulare, i microtubuli e i filamenti si assemblano, generando un anello (fuso mitotico) che “strozza” la cellula in due parti, ciascuna con la sua porzione di Dna. Se si pensa alla cellula come a una sfera, possiamo riconoscere in essa due poli e una fascia equatoriale. I meccanismi ipotizzati negli anni dai biologi sono due: la “stimolazione equatoriale”, secondo cui l’anello si forma grazie all’aggregazione di proteine nella fascia centrale e il “rilassamento polare” che prevede la disgregazione, alle due estremità, dei filamenti, i cui elementi vengono riciclati (qui il video che mostra la divisione cellulare).
Lo studio dà ragione a entrambe le ipotesi, e mostra dell’altro: se uno dei due processi viene inibito, l’altro è in grado di completare la divisione da solo. Questa ridondanza, secondo gli autori, servirebbe ad assicurare una corretta divisione cellulare, cruciale per la sopravvivenza di ogni organismo vivente. La scoperta e soprattutto la tecnica messa a punto potrebbero essere di grande aiuto nella ricerca sullo sviluppo di malformazioni, malattie genetiche, aborti spontanei e tumori legati alla divisione incontrollata delle cellule. (i.n)





