I Bestiari si diffusero in Europa, soprattutto tra Francia e Inghilterra, fra il XIII ed il XIV secolo. Erano libri ricchi di immagini di animali, spesso fantastiche ma talvolta anche molto realistiche, dove la descrizione delle caratteristiche di ogni specie animale era inseparabile dalla sua valenza simbolica, anzi in molti casi era quest’ultima a prevalere.
Per il ciclo di conferenze Chiaramente Scienza, promosse dall’Istituto Veneto di Venezia, ne parlano Il 20 marzo, alle ore 17, il biologo Francesco Mezzalira e il docente di filologia romanza, Francesco Zambon, coordinati dallo zoologo Alessandro Minelli.
L’archetipo di tutta questa letteratura è un opuscolo greco del II-III secolo, il “Physiologus” (propriamente “Il conoscitore dei segreti della natura”), che offriva l’interpretazione degli animali e delle loro caratteristiche in chiave simbolica e religiosa. Ma nel corso dei secoli il materiale zoologico originario è venuto via via arricchendosi con l’apporto di numerose altre fonti: i naturalisti antichi (come Aristotele e Plinio), i commentatori biblici (in particolare san Basilio e sant’Ambrogio, autori di opere esegetiche sui “Sei giorni della creazione”), le enciclopedie e talvolta la stessa osservazione diretta.
Per approfondimenti:
http://www.istitutoveneto.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/968
Foto: Miniatura tratta dal ‘Breviario di Maria di Savoia’ (1430 circa), Bibliothèque Municipale, Chambery.






