Al microscopio le lacrime non sono tutte uguali

A seconda del motivo di un pianto, cambia profondamente l’aspetto e perfino la composizione della lacrima. Lo dimostra una suggestiva mostra fotografica

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“Da una lacrima sul viso ho capito molte cose”, così cantava Bobby Solo in uno dei suoi pezzi più noti. E in effetti con le lacrime possiamo esprimere diversi sentimenti come rabbia, dolore e gioia. Ma sono tutte uguali? Una mostra fotografica, chiamata “The topography of tears”, ha cercato di scoprirlo analizzando le lacrime al microscopio. L’autrice è la fotografa Rose Lynn Fischer che già qualche anno prima era diventata famosa per aver pubblicato un libro di immagini sulle api. Poi, in un momento di difficoltà personale – “con tante lacrime”, come spiega la stessa autrice – le è sorta la curiosità: come appaiono le lacrime viste da molto vicine?

È nata così l’idea di guardare lacrime essiccate con un semplice microscopio, e fotografarle. Il risultato sono state fotografie spettacolari, che sembravano riprodurre dei veri e proprio paesaggi immaginari. Ma la curiosità più grande era scoprire se tutte le lacrime avessero lo stesso aspetto: così, nel giro di circa 5 anni, Rose Lynn Fischer ha messo a punto un progetto lungo e laborioso nel quale ha collezionato centinaia di lacrime provocate dai sentimenti più diversi: dolore, frustrazione, felicità, o semplicemente l’irritazione dovuta a una cipolla. Lacrime che viste al microscopio assumono forme suggestive e uniche.

Dal punto di vista scientifico esistono lacrime con funzioni e meccanismi specifici: alcune (basali) vengono continuamente prodotte per lubrificare l’occhio e tenerlo pulito, altre (lacrime di riflesso) sono causate da sostanze irritanti o stimolanti come le cipolle, i gas lacrimogeni o il peperoncino. Infine esiste una grande categoria di lacrime (cosiddette psichiche) provocate da forti emozioni come stress, sofferenza, rabbia e felicità.

Ogni lacrima ha anche una sua composizione chimica: ad esempio quelle basali sono ricche di un enzima chiamato lisozima, mentre quelle provocate da emozioni contengono grandi quantità di neurotrasmettitori e ormoni come la prolactina. Tutto questo ha estremamente affascinato l’autrice, durante la realizzazione del progetto: “Ci sono così tante varianti – ha affermato la Fischer- che vanno dalla chimica, alla viscosità, al grado di evaporazione fino al settaggio del microscopio”.

Ogni lacrima ha quindi una sua funzione, un suo meccanismo, una sua composizione chimica e, grazie a queste fotografie, perfino un lato artistico.

Riferimenti: http://rose-lynnfisher.com/tears.html

Credits immagine: GwiR/Flickr

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