Il volto della dea Artemis per lo sbarco della donna sulla Luna

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(Foto: Nasa)

Sorella gemella di Apollo, Artemis è la dea greca della Luna e della caccia. Ma sarà anche il volto della prossima missione della Nasa, chiamata proprio Artemis, che vedrà per la prima volta nella storia una donna mettere piede sulla superficie del nostro satellite. E l’Agenzia spaziale americana ha appena diffuso il simbolo della missione in più colori. “Il ritratto della dea greca è illustrato in chiaro all’interno di una Luna stilizzata”, racconta la Nasa. “I suoi lineamenti sono abbastanza astratti che ogni donna potrà vedersi in lei”.

La missione Artemis

La missione Artemis, la divinità gemella di Apollo, il dio del Sole che ha dato il nome alle missioni lunari che 50 anni fa portarono il primo uomo sulla Luna, nasce con l’obbiettivo di riuscire a portare la prima donna sul nostro satellite entro il 2024. L’allunaggio dei due astronauti (un uomo e una donna, appunto), secondo le informazioni diffuse dalla Nasa, sarà previsto nel polo Sud lunare, dove nessun essere umano è mai stato finora. Ma chi sarà la fortunata? Per ora è presto dirlo, anche se gli esperti concordano che si tratterà di una delle 12 astronaute attualmente in servizio alla Nasa.

Nel frattempo, l’agenzia spaziale ha mostrato i due prototipi delle tute spaziali (una per il viaggio, l’altra per l’esplorazione del suolo lunare) che i due astronauti porteranno a bordo della capsula Orion: oltre a proteggerli dalle temperature, raggi solari e radiazioni, le tute saranno dotate di sistemi di comunicazioni, energia elettrica, sistemi di controllo per la temperatura, l’ossigeno e l’anidride carbonica. Tutto in versione upgrade rispetto alle precedenti.

Verso Marte

“Con la missione Artemis”, continua la Nasa, “vedremo la prima donna e il prossimo uomo arrivare sulla superficie della Luna. Come portatrice di torcia, sia letteralmente e sia simbolicamente, Artemis ci farà luce su Marte”. Infatti, per l’Agenzia spaziale americana, la Luna non sarà un punto di arrivo, bensì di partenza. Sarà infatti un’occasione nella quale verranno testate le tecnologie e una palestra per gli astronauti, prima di poter partire alla conquista del pianeta rosso.

Riferimenti: Nasa 

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