Candidosi, nuova terapia da una mimosa brasiliana

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Credit: mauroguanandi/Wikipedia

In Brasile la chiamano sansão-do-campo, sabiá o cerca-viva, ma il nome scientifico è Mimosa caesalpiniifolia. Si tratta di un arbusto a fiori bianchi che cresce nella savana brasiliana e che potrebbe diventare nostro alleato contro le candidosi, le infezioni da Candida. I ricercatori dell’Università di San Paolo hanno dimostrato che quattro composti isolati da questa pianta sono efficaci contro la candidosi, ancora più del fluconazolo, il farmaco anti-micotico attualmente in uso. Un’alternativa vegetale che potrebbe sostituire o complementare i trattamenti convenzionali, riducendo l’incidenza di fastidiosi effetti collaterali. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Natural Products.

I rischi della candidosi

Le candidosi sono causate da funghi del genere Candida, di cui il più famoso è Candida albicans. Si tratta, per la maggior parte, di infezioni superficiali ai danni di pelle e mucose, ma non mancano quelle sistemiche. Il fluconazolo in genere è efficace, ma esistono varietà di funghi resistenti al farmaco. E benché di solito la candidosi sia curabile senza particolari conseguenze, per gli individui immunodepressi o quelli ospedalizzati può trasformarsi in una minaccia addirittura letale, come ci insegna l’emergenza Candida auris, che i media americani hanno ribattezzato “fungo killer” . Anche per questo, i ricercatori dell’Università di San Paolo si dedicano alla ricerca di strategie terapeutiche alternative e ultimamente sono andati a cercarle nel Cerrado, la savana tropicale tipica del Brasile.

Nella mimosa 4 flavonoidi efficaci

Da sempre il mondo vegetale è una miniera di molecole e principi attivi alleati della salute e ancora oggi circa il 25% dei farmaci contiene almeno un componente isolato dalle piante. Mimosa caesalpiniifolia potrebbe essere una new entry.

I ricercatori sono stati in grado di separare in laboratorio l’estratto della pianta nelle sue componenti. Hanno dapprima ottenuto singole frazioni e misurato l’attività di ciascuna contro i funghi del genere Candida. Le più promettenti hanno ridotto del 50% la crescita dei microrganismi. Analisi approfondite hanno permesso di isolare dalle frazioni di estratto vegetale ben 28 composti, tra cui 5 flavonoidi, un tipo di molecole già note per i loro benefici sulla salute. Di questi, 4 hanno dimostrato un’efficacia contro i funghi persino maggiore di quella del fluconazolo, attuale trattamento per le candidosi.  

In arrivo un unguento contro le candidosi?

Secondo i ricercatori la scoperta potrebbe portare alla formulazione di un unguento a base vegetale contro le infezioni da candida, a partire dalla combinazione di due o più composti tra quelli risultati più efficaci. Silva e colleghi hanno già testato varie combinazioni, ma saranno necessari altri esperimenti per chiarire se l’effetto di questi composti persiste anche in presenza degli adiuvanti, necessari per l’assorbimento e l’attività del medicinale nell’organismo.

Riferimento: Journal of Natural Products.