CAR-T, primi risultati per i linfociti T “armati” contro il lupus

Le cellule immunitarie ingegnerizzate riescono a spegnere l'infiammazione e a contrastare l'andamento della malattia nei modelli animali, suggerendo che il trattamento in futuro potrebbe estendersi oltre i tumori

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L’IDEA di sfruttare il sistema immunitario, armato a dovere, per combattere le cellule malate non è una prerogativa dell’oncologia. Se i trattamenti a base di CAR-T ad oggi hanno dato i risultati più promettenti nella lotta al cancro – e quelli approvati sono infatti indicati per alcuni tipi di tumori ematologici particolarmente aggressivi e resistenti ad altre terapie – c’è chi immagina un possibile impiego anche in altri campi della medicina. Per esempio per il trattamento delle malattie autoimmuni, come il lupus, una patologia cronica in cui il sistema immunitario scatena attacchi verso i tessuti del proprio organismo. All’impiego di CAR-T contro il lupus è dedicato uno studio pubblicato sulle pagine di Science Translational Medicine, che ha mostrato, nei topi, come la strategia di armare i linfociti possa essere efficace nel migliorare e contrastare i sintomi della malattia. La ricerca è stata finanziata dalla Lupus Research Alliance.

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