Cellule cardiache modificate geneticamente, capaci di funzionare come un pacemaker elettronico. È la proposta di un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora pubblicata su Nature. Negli embrioni tutte le cellule cardiache sono in grado di stimolare la contrazione, nel cuore adulto invece no. Solo un piccolo gruppo, a livello atriale, è in grado di far battere il cuore: sono le cosiddette cellule pacemaker. Tutte le altre ubbidiscono semplicemente allo stimolo. A regolare questo meccanismo è il potassio ed è proprio qui che sono intervenuti i ricercatori: esiste una proteina virale che, se introdotta in cellule cardiache ventricolari, altera il metabolismo interno del potassio e le induce a comportarsi come pacemaker. L’esperimento è stato eseguito su porcellini d’India e ha dato esiti positivi. È ancora presto per applicare questa tecnica all’essere umano, ma, come precisa Eduardo Marban, coordinatore della ricerca, “in un futuro molto vicino potremo creare pacemaker ibridi, metà elettronici metà biologici”.(s.l.)





