Clima, un accordo per ridurre l’uso degli idrofluorocarburi

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(Credits: Per/Flickr CC)

Un accordo internazionale che segna un importante passo in avanti nella lotta per il clima, contro il riscaldamento del nostro pianeta. A concordarlo sono stati circa 150 paesi che, a Kigali, capitale del Ruanda, hanno firmato l’accordo per ridurre progressivamente l’uso degli idrofluorocarburi (Hfc), ovvero dannosi gas serra utilizzati nei condizionatori d’aria e frigoriferi, fino a duemila volte più dannosi dell’anidride carbonica, il principale gas responsabile del riscaldamento del pianeta. In un momento in cui il mondo è pronto ad aggiungere ben 700 milioni di condizionatori d’aria entro il 2030 (secondo alcune stime Usa), l’accordo potrebbe ridurre di quasi 0,5°C il surriscaldamento entro la fine di questo secolo. L’accordo “dimostra che siamo in grado di agire per proteggere il nostro pianeta in un modo da aiutare tutti i paesi a migliorare le vite e i mezzi di sussistenza dei loro cittadini”, ha spiegato il presidente americano Barack Obama.

Il trattato è senza dubbio il progresso più significativo nella politica climatica internazionale, rispetto alla Cop 21, l’accordo di Parigi preso a dicembre dello scorso anno, in cui 195 nazioni si sono impegnate a tenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2°C (la prossima, la Cop22, si terrà tra tre settimane a Marrakech, in Marocco). “Questi gas serra sono disastrosi per il nostro clima”, ha spiegato a Kigali il Segretario di Stato americano John Kerry. “È il passo più importante che si possa fare in questo momento per limitare il riscaldamento del nostro pianeta”.

L’intesa segna l’ultima modifica del Protocollo di Montreal, trattato firmato nel 1987 per proteggere lo strato di ozono da alcuni prodotti chimici (i Cfc) messi a punto negli anni ’40 negli Usa e utilizzati dappertutto, dalla lacca per capelli ai frigoriferi. Da allora, le emissioni di queste sostanze chimiche, responsabili appunto della distruzione dello strato dell’ozono, erano state sostituite da alternative meno pericolose, tra cui gli Hfc, innocui per l’ozono. A giugno scorso alcuni scienziati avevano evidenziato alcune prove che lo strato di ozono sopra l’Antartico stava mostrando segni di ripresa, sottolineando tuttavia che gli stessi Hfc, utilizzati per contribuire a salvare lo strato di ozono, avessero comunque un forte impatto sul riscaldamento globale del pianeta. E con il mondo in via di sviluppo che aspira sempre di più a comfort come l’aria condizionata, lo studio ha evidenziato come gli Hfc e altre sostanze chimiche simili rappresenteranno fino all’ 11% delle emissioni di gas serra entro il 2050, rispetto a circa il 2% di oggi.

Così, l’ultima intesa di Kigali, stabilisce che alcuni paesi industrializzati, come Usa ed Europa, diminuiranno le emissioni di Hfc già dal 2019, mentre altri 100 paesi, come la Cina, congeleranno i consumi fra il 2024 e il 2028, per poi avviare un taglio netto nell’uso di questi prodotti chimici nel 2029. L’India, Pakistan e altri stati medio-orientali hanno ottenuto invece più margine di manovra: i veri e propri “tagli” cominceranno per loro nel 2028. L’obiettivo generale comunque è quello di raggiungere una riduzione globale dell’80% – 85% in uso di Hfc dal 2047.

Via: Wired.it

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