Come cambia la terapia del tumore al seno grazie all’immunoterapia

Per chi ha un cancro triplo negativo avanzato, lo standard di cura potrebbe presto prevedere l'immunoterapia con atezolizumab. Ma altri sette studi sono in corso, e riguardano anche le pazienti non metastatiche

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L’IMMUNOTERAPIA cambierà la cura del cancro al seno più difficile da affrontare, il triplo negativo, e si attendono dati anche per un altro tipo di tumore, l’HER2 positivo, e per quelli in fase non avanzata.

LA TESTA DI PONTE

La strategia che ha già rivoluzionato la storia di altre neoplasie un tempo incurabili, come il melanoma, i tumori del polmone e quelli di testa-collo, sta finalmente dimostrando la sua efficacia anche nel carcinoma mammario. La sfida si è aperta ufficialmente lo scorso ottobre, con la presentazione dei primi dati dello studio IMpassion130 al congresso europeo di oncologia di Monaco: l’aggiunta dell’immunoterapico atezolizumab alla chemioterapia con nab-paclitaxel ha determinato un aumento della sopravvivenza libera da progressione di malattia in tutte le pazienti, e in particolare in chi presentava alti valori del marcatore PD-L1 (contro cui è diretto atezolizumab), con una differenza di circa 10 mesi rispetto alla sola chemioterapia (25 rispetto a 15).

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